Nata per la musica

Maria Buoso, 14 anni, terza a Sanremo Junior, torna ad Onde Sonore, dove tutto è iniziato.

Il 26 giugno, alle 20, con ingresso libero, il teatro “Vivaldi” ospita il concerto-premio della nuova edizione del concorso di musica “Onde Sonore”. Tra le protagoniste, c’è attesa per Maria, che alla manifestazione sanremese ha portato a casa un ottimo bronzo. Seguita dalla scuola di musica “Monteverdi” di Musile, con la guida dell’insegnante Federica Frasson, Buoso vanta già numerosi riconoscimenti, compresa la vittoria di ogni edizione proprio di “Onde Sonore” cui partecipa dal 2019. L’ha intervistata per noi, Giorgia Gallo, 11 anni, lei stessa grande amante della musica.

Maria, 1uando è nata la tua passione per il canto?

«Non c’è un momento preciso. Ho sempre cantato, fin da piccola, da quando avevo sette anni: è stata una mia grande passione».

Ti ricordi la prima volta che hai cantato davanti a un pubblico?

«Le prime volte il mio pubblico era la mia famiglia! Davanti ad un vero pubblico, invece, ho cantato per la prima volta al concorso Onde Sonore, al teatro Vivaldi, nel 2019».

Hai conquistato il terzo posto a Sanremo Junior: che significato ha per te questo risultato?

«Non me l’aspettavo, è stata una sorpresa. È stata una bellissima esperienza e, al di là del terzo posto, è stato molto gratificante. Ho conosciuto tantissime persone e ho imparato molto».

Tornare ora a “Onde Sonore” aggiunge un po’ di emozione?

«Sicuramente sì. Tornare sul palco dopo una vittoria rende tutto ancora più emozionante».

Che brano porterai quest’anno?

«Non lo so ancora. Farò sicuramente un terzetto con tre ragazze della mia scuola e porterò anche un brano da solista».

Hai un portafortuna o un rito prima di salire sul palco?

«Il mio portafortuna è un braccialetto che porto sempre con me. Non ho un vero e proprio rito, ma mi piace stare da sola e ripassare il brano prima di esibirmi».

Che genere di musica ami di più?

«Ascolto soprattutto musica pop. «Mi piacciono tantissimo Elisa, Arisa, Adele e Giorgia».

Come riesci a conciliare scuola, musica e tempo libero?

«È un po’ difficile, soprattutto adesso che ho iniziato il liceo scientifico. Però la musica è una delle mie più grandi passioni e, quindi, cerco sempre di organizzarmi per riuscire a fare tutto».

Che messaggio daresti ai ragazzi della tua età che sognano di cantare su un palco?

«Direi di essere sempre sé stessi e di lasciarsi andare. E, soprattutto, di non pensare troppo al giudizio degli altri».

Come ti immagini tra dieci anni?

«Non lo so con precisione. Spero di essere laureata e di avere realizzato il mio sogno di diventare cantante».

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