Umberto e Damiano – E non è uno scherzo
Dalle feste per i bambini a Radio Deejay, passando per le candid camera, gli scherzi, il Golden Buzzer all’Italia’s Got Talent. È la storia di Umberto Muscetta e Damiano Paolacci, amici da sempre, professionisti non per scherzo. Dal 3 al 5 luglio saranno tra i protagonisti, a Jesolo, per la prima tappa di “Beach Like a Deejay”.
Umberto e Damiano, partiamo dalla fine, che è poi l’inizio, ovvero il “vero” nuovo inizio: cos’è per voi, Deejay?
«La massima recita: “Scegli un lavoro che ami, e non dovrai mai lavorare un giorno nella tua vita”. Per noi è davvero la possibilità di non lavorare più neanche un giorno in vita nostra. È una seconda casa, è un po’ come andare tutti i giorni al muretto e stare con gli amici della comitiva. La felicità è tanta che lo faremmo anche gratis, ma questa parte non ditela a Linus».
Riavvolgendo, invece, il nastro: all’epoca, vi siete subito piaciuti, quindi diventati subito amici, oppure…?
«Assolutamente no! All’inizio ci odiavamo. A scuola giocavamo a calcio in squadre avversarie e ce le davamo di santa ragione. Abbiamo trovato il primo punto in comune quando ci hanno fatto capire che il pallone non faceva per noi e quasi casualmente abbiamo scoperto che entrambi studiavamo teatro. Da lì l’idea di iniziare ad esibirci insieme».
In pratica, avete fatto un percorso sempre assieme tipo Max Pezzali e Mauro Repetto. Ma chi è il… ballerino dei due?
«Damiano vanta il titolo di campione italiano di danze latino-americane. Può sembrare l’ennesima battuta, ma ci sono molti video che lo provano. Anche se artisticamente, dopo le diverse esibizioni con i nostri “musical a basso costo”, forse la vera ballerina è Umberto, che in scena sfoggia una folta chioma proprio come Repetto. A differenza degli 883, noi ci compensiamo in scena e dietro le quinte. Siamo più Sandra e Raimondo».
Siete, comunque, l’esempio di come la gavetta e le esperienze contino molto: mai pentiti di nulla? E, viceversa, quale l’esperienza più formativa?
«Fortunatamente non ci siamo mai pentiti di nulla, perché ogni esperienza ha fatto sì che arrivassimo qui in questo momento. Forse con il senno di poi avremmo detto qualche “no” in più, perché anche con quelli si cresce. L’esperienza più formativa è stata l’animazione alle feste di compleanno dei bambini portata avanti per 10 anni. Sono il pubblico più difficile da intrattenere e coinvolgere. Hanno mille alternative, hanno visto tutto e sono molto esigenti; questo ci costringeva a migliorare ed evolvere ad ogni esibizione. A volte ci siamo esibiti in condizioni estreme, in cui nel pubblico erano presenti 4 persone, 3 delle quali non volevano neanche essere lì. Superata questa, si supera tutto».
Scambiereste il vostro Golden Buzzer con…?
«Il Dopo Festival. Ciao Stefano, a febbraio siamo liberi, ti vogliamo bene».
A proposito, nel vostro percorso, qual è stato il momento “Golden Buzzer”?
«La nostra prima esperienza radiofonica in un network importante, nonostante facessimo radio già da diversi anni, è iniziata con mansioni lontanissime dalla diretta. Eravamo incaricati di fare le fotocopie per i conduttori e mantenere in ordine l’archivio digitale dei file audio necessari al programma. Con tanto sacrificio e impegno, siamo usciti da quella radio da conduttori del programma di punta, attirando l’attenzione di Radio Deejay».
Chiama Linus e tu…?
«Alla prima chiamata Umberto era in viaggio di nozze e ha valutato il rientro anticipato per non farlo attendere. Damiano intanto ha iniziato a prendere tempo con scuse molto vaghe per rimandare l’incontro con Linus. Quando, poi, ci siamo incontrati, forse per l’emozione, non abbiamo capito che ci stava già comunicando l’assunzione. Abbiamo passato le settimane successive con un terribile stato d’ansia nell’attesa di essere ricontattati. Quando è successo, Linus ci ha detto “Ma che ho preso due rincoglioniti? Mi sto già pentendo”».
Cos’è per te vacanza?
«Questo concetto è mutato negli ultimi anni. Se prima era associato al posto e alle attività, adesso è tutto sul non sentirsi tra di noi. Che siano 2, 7 o 30 giorni, se io e lui non ci scambiamo neanche un messaggio, significa che siamo in vacanza.»
Tre cose che sai di Jesolo…
«La prima è che non è possibile rifiutare gli Spritz. Sono una sacralità e se per sbaglio non lo accetti si offende qualcuno. La seconda è che sai già che tornerai a casa felice. Le attività sono infinite ed è impossibile annoiarsi. Terzo, che per noi è il più importante, abbiamo scoperto che a Jesolo sono tutti super fan di Radio Deejay e questo ci fa sentire a casa».
Cosa porterete di vostro a Jesolo e cosa sperate di portarvi a casa…?
«Anche quest’anno portiamo l’energia e la voglia di fare festa. In più, visto che l’ultima volta sono andati a ruba, porteremo il doppio dei gadget della radio da regalare a tutti. Speriamo, invece, di portarci via la ruota panoramica. Negli studi romani di Deejay ci starebbe benissimo e farebbe un figurone con gli ospiti».








