Così è nato il “Mio” inno
Residente a Musile, ma molto legata a Jesolo, Erica De Zotti, educatrice e appassionata di poesia, ha scritto le parole dell’Inno ufficiale della città, intitolato “Jesolo, Terra gentile”, presentato ufficialmente il 23 giugno.
Erica, che emozione hai provato quando hai saputo che il tuo testo era stato scelto come inno ufficiale di Jesolo?
«Molto felice della notizia e orgogliosa. Mi sono anche un po’ commossa quando mi è stata spiegata la motivazione della scelta, perché ho intuito che il senso delle mie parole era stato colto, e non è una cosa così scontata per un testo poetico».
Com’è nata l’idea di partecipare al concorso?
«Ho partecipato al concorso perché amo scrivere, perché mi piace Jesolo, è un posto con il quale mi sento connessa e perché ho sempre sognato di dare le parole ad una canzone. Insomma questo concorso dell’associazione monsignor Marcato era un mix di cose che mi piacciono».

Nel testo definisci Jesolo una “terra gentile”…
«Jesolo per me lo è, sia da un punto di vista turistico, aperta e accogliente, sia da un punto di vista geografico, il mare tranquillo, le spiagge sabbiose, la calma della laguna, sono tutti elementi che mi riportano alla gentilezza».
Quali sono i ricordi che ti fanno sentire profondamente legata a questa città?
«Io vivo a Millepertiche, una frazione di Musile di Piave, un luogo che amo profondamente. Penso che siamo tutti parte di questo bellissimo territorio che costeggia la laguna. Proprio per questo Jesolo per me è “il mare”. Ho tanti bei ricordi a Jesolo: dalle giornate in spiaggia della mia infanzia, alle serate di divertimento dell’adolescenza fino ai bellissimi ricordi che sto costruendo in questi anni da mamma».

Cosa ti ha ispirato per la scrittura dell’inno?
«Trovo che Jesolo abbia un legame unico con l’acqua: ci sono ben due fiumi che la attraversano, il mare e la laguna. Ma ad ispirarmi, oltre all’ unicità di questo legame, sono state le valli. È un paesaggio affascinante e ricco di storia».
Se dovessi descrivere Jesolo usando solo tre parole?
«È molto difficile riassumere un posto così variegato con solo tre parole, ma se proprio dovessi fare un tentativo direi: viva, accogliente, eclettica».

Quale verso dell’inno senti più tuo?
«Il primo verso del ritornello: “E che bello pensare che un po’ più in là c’è il mare…”; questo è proprio quello che penso io ogni volta che sto andando a Jesolo».
A chi lo dedicheresti?
«Ai miei figli e a tutti i bambini che vivono questo territorio, con l’augurio che possano sentire la meravigliosa responsabilità di esserne custodi».








