Un battito che diventa musica

Giovane, talentuosa e con una passione che batte forte come la sua batteria: Sara Gaetani, vent’anni, musicista jesolana, è la grintosa batterista del gruppo Everlift, una band che sta conquistando sempre più pubblico con la sua energia e il suo sound originale. In questa intervista ci racconta com’è nata la sua passione per la musica, il percorso con la band e i sogni che accompagnano ogni colpo di bacchetta.

Ti ricordi il momento in cui hai capito che la batteria sarebbe stata il tuo strumento?

«Più o meno in quarta elementare, quando guardavo mio cugino che iniziava a suonare la batteria, ho provato e mi veniva talmente naturale che ho capito che quello sarebbe stato lo strumento che avrei voluto suonare. Riuscivo a esprimermi “picchiando” la batteria. A 12 anni ho preso lezioni alla scuola di musica Jam per tre anni, poi ho continuato da autodidatta. La passione per questo strumento era sempre più forte, così ho frequentato il liceo musicale di Portogruaro».

Se potessi descrivere il tuo stile con tre aggettivi, quali sarebbero?

«Rocchettaro, esplosivo e interpretativo».

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Com’è nata la collaborazione con gli Everlift?

«Dopo alcuni anni che suonavo la batteria, mi è venuta voglia di creare una band (naturalmente in stile rock!), quindi ho scritto un messaggio su Instagram ed il primo a rispondere è stato il chitarrista Mattia, poi sono arrivati tutti gli altri».

C’è un brano del vostro repertorio che senti particolarmente tuo?

«Sì! Il titolo è “Non Vale”, il nostro terzo inedito uscito il 14 novembre su tutte le piattaforme, che contiene la frase “c’è ancora mondo”: è il mio urlo di speranza nei momenti difficili».

Hai un rituale prima di salire sul palco?

«Un rituale mio no, però con il gruppo ci abbracciamo tutti assieme».

Qual è la cosa più bella che ti è successa negli ultimi anni a livello musicale?

«Quello che mi è rimasto particolarmente nel cuore è il premio come miglior musicista all’interno di un contest dei licei musicali a Conegliano, dove partecipavano otto band e con la mia abbiamo vinto il primo premio e io quello come miglior musicista».

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Se la tua batteria potesse parlare, cosa direbbe di te?

«Ti prego non mi picchiare!».

Se potessi sognare in grande, con chi ti piacerebbe condividere il palco?

«Non ne ho uno in particolare, ce ne sono tantissimi, ma se domani i Linkin Park mi dicessero che hanno bisogno di una batterista…».

Come immagini il tuo futuro musicale tra dieci anni?

«Spero che questa passione per la batteria un giorno diventi un lavoro».

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