Un libro nel cuore

Enrico Galliano apre, lunedì 13 luglio, alle 21, in piazza Milano, la nuova edizione di “Jesolo Libri. Parole Idee”, portando il suo ultimo romanzo “Il cuore non va a dormire”, pubblicato da Einaudi. ViviJesolo lo ha intervistato in anteprima, parlando con lui non solo del suo nuovo libro ma anche del suo ruolo di insegnante.

Enrico, nel suo libro Il cuore non va a dormire”, in che modo Alessandra e Sasha imparano ad accettare le proprie ferite?

«Alessandra e Sasha imparano ad accettare le proprie ferite quando smettono di trattarle come prove d’accusa contro sé stesse. All’inizio le crepe fanno paura, perché sembrano il punto in cui siamo rotti. Poi diventano il punto in cui entra aria, dove qualcosa può finalmente respirare. Il messaggio che vorrei arrivasse a chi si sente imperfetto è semplice: la fragilità non toglie valore alla vita. A volte la rende più nostra. Siamo abituati a nascondere ciò che ci ha fatto male, ma spesso è proprio lì che comincia la parte più vera di noi».

Quanto c’è della sua esperienza di insegnante nel legame tra i protagonisti?

«C’è molto della mia esperienza di insegnante. Ogni giorno incontro ragazzi che fanno gli indifferenti, abbassano gli occhi, scherzano, provocano e intanto sentono tutto. La scuola mi ha insegnato che il cuore ha una memoria ostinata: puoi distrarlo, anestetizzarlo, mettergli sopra strati di ironia o di paura, ma lui continua a bussare. Nel legame tra Alessandra e Sasha ho provato a raccontare proprio questo: certi sentimenti restano svegli anche quando noi abbiamo deciso di spegnere la luce e far finta di dormire».

Quali sono oggi le maggiori difficoltà nel costruire legami autentici?

«Oggi siamo molto allenati a mostrarci e molto meno a lasciarci vedere. Gli schermi ci danno una sensazione di controllo: scegliamo la foto, la frase, il tempo della risposta, perfino il silenzio. Il problema è che un legame autentico nasce quasi sempre dove il controllo salta: una voce che trema, una domanda detta male, un imbarazzo, una presenza. Il rifiuto fa paura, certo. Ma anche la vicinanza reale spaventa, perché ci obbliga a uscire dall’immagine che abbiamo costruito e a rischiare la pelle vera».

Dopo l’apertura affidata allo scrittore friulano, la rassegna proseguirà nei giorni successivi con molti altri protagonisti della letteratura e del giornalismo italiano.

Da ricordare che tutti gli appuntamenti si terranno alle ore 21, in piazza Milano, diventata ormai il salotto letterario della città, e saranno ad ingresso libero sino ad esaurimento posti; in caso di maltempo gli incontri saranno ospitati dal teatro Vivaldi (viale del Bersagliere, 1).

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