Un po’ Dolcenera, un po’ Shade

Saranno loro a rendere speciale “La Notte Tutta da Cantare”, l’evento di giovedì 6 agosto, in piazza Aurora, firmato Radio Bellla & Monella”.

LA MUSICA DI SHADE

Shade, due singoli tra maggio e giugno…

«A fine maggio con “Toxic” ed a giugno con “5K”. Due singoli con due tematiche importanti: nel primo affronto quella delle relazioni tossiche (da qui il titolo); quindi della smania di fare soldi che c’è oggi e dei social che ci sbattono in faccia esempi anche negativi».

Il video di “5K” lo ha girato in Toscana, perché?

«Come la maggior parte dei miei video, perché ho una produzione di amici che gira tutto in quella regione e con loro mi trovo bene, anche perché hanno delle idee molto fresche, che mi piacciono molto».

Cosa vuol dire andare contro corrente per te?

«È una follia. Già solo esporsi e dire la propria opinione è folle, figurati essere indipendente come artista, dove devi gestire tutto e fare cose che magari altri artisti non saprebbero neanche da dove partire. Ho dovuto capire e reinventarmi tutto, pur di non dovermi affidare a terze persone, che non sai mai come va a finire. Non dormo, ma sono contento».

Cosa ti porta l’estate?

«Come molti artisti, vengo scongelato e inizio a fare concerti per tutta l’estate, almeno fino a settembre. Porto in giro le mie canzoni, la mia musica e il messaggio di spensieratezza. Ma sempre con la testa sulle spalle».

Com’è stato collaborare con Cristina D’Avena?

«Con lei ho interpretato il brano “Doraemon”. Che ti devo dire: è stato un sogno».

L’AMORE SECONDO DOLCENERA

Il 5 giugno sei uscita con “Epopea”: che sentimento esprime?

«Ci hanno detto che per comunicare e condividere dovevamo andare sui social; ce l’hanno detto e ci stiamo credendo. Solo che poi c’è un sentimento parallelo, che è la stessa solitudine che rimane nella vita. Forse perché la condivisione è distante? O ci sono oscure trappole? Epopea, ma anche My Love è il viversi la vita, toccarsi veramente, in modo sincero; e cercare persone che la pensano come te»

Lo scorso marzo hai partecipato al San Marino Song Contest con il brano My Love, tra l’altro vincendo, tra le altre, il Premio della Critica: com’è stata quella esperienza?

«Allucinante! Mi spiego. Anche Sanremo mi piace molto come momento d’arte di un Paese e che, quindi, va preservato; ma la parte della gara la odio. A parte questo, il San Marino Song Contest mi è piaciuto, anche per avere avuto la possibilità di presentare “My Love”».

Il futuro?

«Spero di avere ancora tanta fantasia per potere giocare con la musica».

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