«Vi svelo l’algoritmo della fortuna»

Il noto imprenditore ha presentato la sua autobiografia, dove svela il segreto della fortuna

E’ un grande comunicatore, su questo non ci sono dubbi. Non a caso lo chiamano a tenere conferenze praticamente in ogni parte del mondo. Ma Oscar Farinetti è (o “è stato”, visto che ora ha i figli alla guida delle sue aziende) un grande imprenditore: da Unieuro, fondata dal papà e da lui fatta diventare una grande catena, a Eatily. Ha scritto la sua autobiografia, Never Quiet, presentata di recente alla libreria Moderna di San Donà di Piave.

Oscar, dice che il libro lo ha scritto la scimmietta…

«Sì, io non lo avrei mai fatto. E’ da 67 anni che sta come me. Mi aiuta, a volte mi danneggia, ma orami siamo diventati amici. Ma, se ci pensate, ognuno di noi ha una scimmietta, o un orsacchiotto, quella parte di noi che interviene quando c’è una decisione da prendere. Il tema è riuscire a conviverci. Alla fine, però, si vive meglio. Comunque io il libro non lo volevo scrivere: ha anche raccontato cose private con mia moglie, che non mi ha più parlato per giorni».

Non possiamo non notare lo spessore del libro, che sfiora le 500 pagine…

«Guardate, sono convinto che si debbano comprare sempre libri spessi e vi spiego perché. Intanto costano come gli altri, per cui il rapporto costo, numero pagine è vantaggioso. Se lo imbrocchi, ovvero se ti piace, ti tiene compagnia per mesi. Se, invece, non ti piace, comunque messo nella libreria ti fa fare un figurone. L’unico inconveniente è che, se lo leggi a letto, devi fare in modo che ti cada sul cuscino».

Penso che alla libreria Moderna si sia trovato bene: c’è cultura, c’è la parte di alimentazione (con il bar al secondo piano) e c’è il business. E’ così?

«E’ vero, ci sono tutte e tre gli elementi e, per un mercante come me, è un sogno vedere mischiati cultura, cibo e commercio. Devo dire che mi è sempre piaciuto mettere insieme le cose belle e le prime due sono il cibo e la cultura. Noi, come esseri umani, facciamo cinque cose: mangiamo, amiamo, studiamo, lavoriamo, sogniamo. Qualsiasi altra cosa è una sub componente di queste cinque. La cultura è fondamentale. Ed a proposito del lavoro: siete il popolo più lavoratore che ci sia.  Se pensate che nel 1945 eravate i più poveri di tutti e guardate ora cosa siete».

Nel libro parla più di insuccessi che di successi, perché?

«Parlo molto dei miei errori perché, secondo me, raccontarli fa stare bene. Ed è meglio avere 10 idee al giorno di cui 6 sbagliate, che averne solo quattro e tutte giuste. Anche questo aiuta a fare sempre meglio».

Lei sembra avere una ammirazione per suo papà: cosa le ha insegnato?

«Mio padre è stato l’uomo della mia vita, una persona strepitosa. Mi ha insegnato a non dire mai le bugie. La parte fondamentale del marketing è la verità».

E’ vero che ci può insegnare ad avere fortuna?

«Certo e nel libro troverete l’algoritmo della fortuna. In questi 40 anni di lavoro ho trovato la regola, insomma, come avere culo per tutta la vita. L’ho trovata e l’ho scritta. Se applicate queste nuove mosse che vi descrivo, vi assicuro che ne avrete per sempre».

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