“Mamma, guarda!”

Perché i bambini cercano sempre lo sguardo dei genitori

Chi vive con un bambino piccolo conosce bene questa scena: il bambino costruisce una torre, fa un salto, disegna qualcosa e subito chiama: “Guarda!”. Ma perché il bisogno di essere visti è così forte? Perché i bambini cercano continuamente lo sguardo dei genitori? Lo abbiamo chiesto alla dottoressa Lorenza Furlan, psicologa dell’età evolutiva e psicoterapeuta.

Perché attraverso lo sguardo dell’adulto il bambino trova conferma e sicurezza. Quando un genitore osserva, sorride o commenta ciò che il bambino fa, gli sta comunicando: “Quello che fai è importante”.

È solo bisogno di attenzione?

Non necessariamente. Nei primi anni di vita i bambini costruiscono la propria sicurezza emotiva proprio attraverso la relazione con gli adulti di riferimento. Condividere una scoperta o un piccolo successo è un modo per sentirsi riconosciuti.

Cosa succede se un genitore non riesce sempre a rispondere?

Nella vita quotidiana è normale essere occupati. Non è necessario rispondere a ogni richiesta. Ciò che conta è che, nel tempo, il bambino sperimenti momenti di presenza e ascolto autentico.

Come possiamo nutrire questa sicurezza nella quotidianità?

A volte bastano piccoli gesti: fermarsi un attimo, guardare il bambino negli occhi, commentare ciò che ha fatto. Non servono grandi discorsi. La qualità dell’attenzione è spesso più importante della quantità.

Quando un bambino dice “guarda”, spesso non sta chiedendo solo di essere osservato. Sta invitando l’adulto a condividere un momento del suo mondo. E in quello sguardo condiviso cresce, passo dopo passo, la sua fiducia.

Uno spunto su cui riflettere: quante volte, nella fretta della giornata, riusciamo a fermarci davvero un momento per guardare ciò che il nostro bambino vuole mostrarci?

Un mare di creatività

La spiaggia offre infinite possibilità per divertirsi e creare, per grandi e piccini.

Un’idea originale è realizzare una capsula del tesoro del mare: i bambini raccolgono conchiglie, sassolini e piccoli elementi naturali che li rappresentano, creando una composizione da fotografare come ricordo della giornata.

Molto divertente anche il museo delle impronte. Con mani, piedi, palette o oggetti trovati in spiaggia si creano diverse impronte sulla sabbia, trasformandole poi in animali, fiori o personaggi con l’aggiunta di conchiglie e legnetti.

Infine, si può costruire una città fantastica sulla sabbia. Non il classico castello, ma un intero villaggio con strade, ponti, porti, parchi e case decorate con materiali naturali. Un’attività che stimola fantasia, collaborazione e capacità di progettazione, coinvolgendo grandi e piccoli in un gioco creativo all’aria aperta.

Autore /

La Rana Che Ride è un’associazione di promozione sociale nata nel 2017, con lo scopo di organizzare attività per bambini e famiglie, residenti a Jesolo o turisti. Proponiamo tante iniziative ludico/ricreative, eventi, laboratori, gite, animazione, durante tutto l’anno.

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