Si finisce, anzi, si ricomincia
… Prendete una sdraio, non un lettino ma una sdraio di quelle con il supporto di legno e la seduta in plastica a righe… quelle di una volta!
Superate le dune di sabbia che a fine stagione sono state disposte lungo tutto l’arenile per proteggere la spiaggia (e la stessa città, con tutte le sue attività, oltre ai residenti, naturalmente) dalle mareggiate (se non di più) invernali e vi avvicinate alla battigia.
Aprite la vostra sdraio, ovviamente ben equipaggiati di vestiti, sciarpa e cappello, e vi mettete di fronte al mare, nella speranza che sia un po’ mosso. Avete un libro, l’ultimo che avete acquistato e quello vecchio strapazzato riletto venti volte; apritelo e fate finta di leggere.
Sì, perché in effetti non state leggendo, ma state ascoltando il mare, il vento, i gabbiani che volano attorno e lanciano rumori striduli.
Pensate! A cosa?!
A quest’anno, a com’è passato velocemente, a quante cose ho fatto, che abbiamo fatto.

Abbiamo aperto la stagione ad aprile; no, era marzo! Abbiamo iniziato già a febbraio a cercare il personale per il bar; che difficile, sta diventando difficile. Ti ricordi anni fa che venivano “loro” a cercarci e avevi la fila anzi la pila di CV… Oggi corri tu a cercarli.
Per non parlare della cucina, oggi tutti chef, l’idea del cuoco è scomparsa, cavolo se costano!
Trovarli…
Ma, con l’inizio della stagione, che oramai è Pasqua (anche se a Jesolo, grazie ai tanti, grandi, eventi, ormai non c’è soluzione di continuità e comunque si parte sempre prima), tutto riparte, basta un po’ di sole e tutto si sistema, barman a parte che mi è scappato a luglio (“La mia ragazza vuole che stia con lei il fine settimana”, cit.) e il cuoco, sorry, “chef”, che pensa ancora di essere negli anni ‘70 e urla e sbraita contro tutti e tutto; per fortuna a fine stagione se ne va.
Ma vuoi mettere quel cliente austriaco che viene da trent’anni con tutta la famiglia e la quella maestra in pensione che arriva a maggio e va via con i primi grandi caldi; ovviamente, visto il tempo che sta con noi, super sconto.
Anche quest’anno è passato, con i soliti problemi di chi amministra personale, ma vuoi mettere “Io lavoro al mare!”.
Vabbè i pensieri sono finiti, quasi! Vado a bere uno Spritz fatto bene, là… Quasi, quasi un Americano, me lo merito.
A proposito: buon Natale anche da me!
LAVORARE A JESOLO
In tre anni ha quasi triplicato i contatti, a dimostrazione della forte attrattività della città anche dal punto di vista lavorativo. È il portale “Lavorare a Jesolo”, ideato su iniziativa dell’Associazione Jesolana Albergatori e gestito in collaborazione con l’agenzia LavoroTurismo. Un modo per mettere a diretto contatto domanda e offerta. Nel progetto, anche una importante attività tesa a rafforzare l’immagine di Jesolo come meta lavorativa attraverso una campagna di marketing, attraverso molteplici attività social collaterali.








