Fiori rosa, fiori di pesco

Fiore di pesco, salmone, ciliegia, peonia: il rosa del vino non è mai un colore solo, ma un modo di raccontare la stagione. Freschi, luminosi, immediati senza essere semplici, i rosati sono usciti da tempo dal ruolo di comprimari per diventare una delle scelte più contemporanee del bere estivo. Si servono freddi, attorno ai 6-8°C, quando la fragranza del frutto incontra la vivacità dell’acidità e il sorso si fa leggero, sapido, irresistibilmente conviviale. L’Italia ne offre una mappa ricchissima: il Bardolino Chiaretto porta in dote l’eleganza della Corvina, il Lagrein Kretzer racconta l’Alto Adige/Südtirol con accenti più montani, mentre il Sud salentino e la Toscana del Sangiovese regalano interpretazioni solari, mediterranee, piene di carattere. Dietro la loro apparente disinvoltura c’è una tecnica precisa: brevi macerazioni, pressature soffici, estrazioni misurate, pensate per preservare profumo, tensione e bevibilità. A tavola sono compagni versatili e mai invadenti, perfetti con antipasti di mare, crostacei, insalate generose e piatti estivi da condividere. E poi c’è il Pinot Nero in rosa, spumantizzato con metodo classico in Franciacorta, Trento DOC o Oltrepò Pavese: bollicina sottile, energia acida, ricami di piccoli frutti rossi. Un calice che sa essere chic senza ostentazione, capace di trasformare anche una frittura di scampi e seppioline di barena in un piccolo rito di eleganza estiva.

Sommelier professionista

Start typing and press Enter to search