L’emozione del Backstage

Dai pub di Jesolo all’apertura dello storico New Age, fino ad arrivare alla creazione di Suonica, realtà che arriva ad organizzare e gestire anche oltre VENTO eventi al mese. L’imprenditore veneziano si racconta.

Trent’anni spesi tra palchi, backstage, eventi, notti in giro per l’Italia. Insomma, una vita immersa nella musica tra stadi, palasport, piazze e spiagge, ai quali è doveroso aggiungere l’apertura di due club: nel 1996 lo storico New Age di Treviso (Roncade), nel 2010 l’Hall di Padova. Gabriele Vian, veneziano, socio fondatore di Suonica, società che progetta, organizza e gestisce grandi eventi, parlandoci dà l’impressione di essere una persona che ama rimanere dietro le quinte, anche se di storie da raccontare ne avrebbe davvero tante. Anzi, tantissime.

Gabriele, allora tra qualche giorno ci rivediamo a Jesolo…

«Certo, sabato 25 luglio sulla spiaggia del Faro con “Random, una festa a caso!”, evento tra i più importanti d’Italia che ogni estate richiama migliaia di giovani».

Da dov’è cominciato tutto?

«Diciamo che, professionalmente, le mie prime esperienze le ho consumate nel mondo dei pub: tre stagioni proprio a Jesolo, poi Casale sul Sile e Marcon e, infine, nel 1996 con l’apertura del New Age. Da quel momento c’è stata una crescita continua, sia con l’organizzazione di concerti ed eventi all’interno dei club, sia con le prime collaborazione in grandi eventi. Ricordo sempre volentieri, per esempio, la collaborazione con Luca “Fizzo” Fabbro e il Muretto in quello straordinario e geniale evento che Fizzo aveva chiamato “Spritz on the Beach” e richiamava migliaia di ragazzi sulla spiaggia del Faro. Poi sono arrivati i primi palasport e l’organizzazione di altri appuntamenti straordinari, come il Marcon Festival nel 2000».

E l’idea di fondare Suonica?

«Suonica forse è stata una necessità: il New Age, diciamo così, ci andava un po’ “stretto”, specie se volevamo creare e gestire eventi all’esterno e in giro per l’Italia. E l’idea, anche se non dovrei essere io a dirlo, nel tempo si è rivelata vincente. Oggi con Suonica progettiamo e realizziamo eventi curando ogni dettaglio, dall’idea alla produzione, dalla comunicazione alla promozione, fino ad arrivare alla gestione operativa. La struttura è composta da sei soci e tredici dipendenti, arriviamo ad organizzare e gestire anche 120 eventi al mese, compresi ovviamente quelli nei club».

Certo, un impegno non da poco…

«Un impegno che richiede una grande lavoro di squadra dove tutti i settori sono perfettamente coordinati. Fare bene le cose è il nostro primo obiettivo, per questo ci piace lavorare nel tempo, specie quando gli eventi si accavallano o sono, comunque, vicini tra loro. Prima abbiamo parlato di Random a Jesolo, ma tieni conto che nei giorni scorsi eravamo in giro per l’Italia: a Catania, Civitanova Marche, Como, Orvieto, Barberino di Mugello, vicino a Firenze».

Ma è vero che organizzare eventi diventa sempre più difficile?

«In Italia nel pubblico spettacolo le norme da rispettare, specie per garantire la sicurezza, sono severissime. Su questo, per esempio, il New Age può essere considerato sicuramente all’avanguardia. Bisogna, però, anche tenere conto che la prospettiva cambia a seconda che si tratti di locali al chiuso, come per esempio una discoteca, oppure una piazza, un palasport o la spiaggia».

La location più complicata?

«Sicuramente la spiaggia, non tanto per questioni di sicurezza ma per organizzare l’allestimento: montare un palco sulla sabbia è difficilissimo, la fatica è tripla rispetto ad altre location. Senza, poi, considerare che c’è sempre il rischio maltempo…».

Per concludere, Suonica raccoglie grandi successi, non male…

«Bello parlare di successi, ma ogni tanto bisognerebbe ricordare anche i fallimenti. Il peggiore? Il concerto dei Tool a Jesolo, un vero disastro…».

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