Il PalaInvent “restituito” ai concerti

Hub vaccinale chiuso grazie all’alto numero di vaccinati raggiunto. Il primo ad esibirsi nella struttura è stato Tommaso Paradiso

Èstato considerato come uno dei più importanti e organizzati hub vaccinali del Veneto. Le dimensioni e gli spazi avevano, infatti, permesso al PalaInvent di piazza Brescia di essere considerato come una struttura ideale per svolgere la funzione di centro per la campagna vaccinale. Ora questa sede non è più necessaria e il PalaInvent è tornato a completa disposizione delle iniziative a cui era destinato, a cominciare dai concerti;

il primo, nel post chiusura dell’hub, è stato quello di Tommaso Paradiso. La grande adesione alla campagna vaccinale da parte della cittadinanza non rende più necessario l’utilizzo di una struttura così ampia. Le vaccinazioni, così, proseguiranno nella sede di San Donà di Piave come disposto dall’azienda sanitaria.

TUTTI I NUMERI DI UNA GRANDE HUB

Come ha illustrato la dottoressa Anna Pupo, direttore del Dipartimento di prevenzione dell’Ulss4 Veneto Orientale, dal 19 febbraio 2021 al 20 marzo 2022, nell’hub vaccinale del PalaInvent sono state somministrate 134.101 dosi in 225 giornate di attività. La media giornaliera è stata di 596 dosi somministrate mentre il numero massimo in una giornata, il 20 luglio 2021, è stato di 1.466. Sono infine 6.955 le dosi di vaccino somministrate a persone non residenti nel territorio dell’Ulss 4 Veneto Orientale.

Alla campagna vaccinale sono state dedicate 4.700 ore di medico e 20.550 ore di infermiere/assistente sanitario. Le ore di operatore socio-sanitario sono state 3.150 mentre quelle dei volontari della Protezione civile e di altre associazioni ammontano a 9.000. L’attività presso l’hub vaccinale del PalaInvent ha coinvolto 20 medici, 70 tra infermieri e assistenti sanitari, 15 operatori socio-sanitari e 80 volontari.

IL COMMENTO DEL DIRETTORE GENERALE

«Quello di Jesolo è stato un centro vaccinale straordinario, per la logistica, per le dimensioni e per i grandi numeri che sono stati prodotti in questa struttura – spiega il direttore generale dell’Ulss4 Veneto Orientale, Mauro Filippi – un’attività rivolta non solo alla popolazione residente ma anche alla popolazione di altri comuni, agli operatori stagionali ed ai turisti, infatti non è un caso che una buona parte delle vaccinazioni abbia coinvolto persone non residenti.

In questa sede ha lavorato personale dell’Ulss, del Comune, forze dell’ordine, volontari, la città di Jesolo ha dimostrato di non essere solo una località turistica ma una comunità che ha assicurato il supporto all’Ulss4 per la salute delle persone: un modello che testimonia il principio di sussidiarietà fortemente radicato in Veneto. Grazie a tutti coloro che, a vario titolo, hanno lavorato in questa struttura».

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