Le vacanze, un’occasione “intelligente”

Ogni giorno l’attualità internazionale, nazionale e perfino quella di casa nostra ci consegna una sequenza di fatti che lasciano sgomenti. E torna, insistente ed angosciosa, una domanda: in che mondo viviamo? Sembra che si stiano smarrendo il lume della ragione e, con esso, quel tratto di  magnifica umanità che dovrebbe distinguerci. E impellente si affaccia il bisogno di ritrovare la nostra dimensione più autentica.

Mi riconosco in questo disagio e in quel bisogno e credo di non essere il solo. Ma da quel disagio possiamo e dobbiamo uscire e a quel bisogno possiamo dare risposta ritrovando, ad esempio, la qualità delle relazioni. Vito Mancuso, nel libro Destinazione speranza (Garzanti, 2024), ricorda che l’uomo intelligente è anzitutto colui che sa costruire e coltivare relazioni. Lo suggerisce anche l’etimologia della parola intelligenza, dal latino inter-legere: leggere “tra” i fatti, coglierne i legami, comprenderne il senso. L’essere umano, infatti, è costitutivamente relazione.

Perché, allora, non dedicare almeno una parte delle vacanze a riscoprire questo tratto essenziale della nostra umanità? A partire dalla relazione con noi stessi, per non smarrirci nel frastuono che ogni giorno ci assedia. E, poi, ricucendo rapporti interrotti, ravvivando quelli che l’abitudine ha reso opachi, aprendoci agli incontri che la vita ci mette davanti.
In una cultura che troppo spesso trasforma l’io in un dio, dovremmo tornare a prenderci cura del noi: quello semplice e concreto che nasce tra marito e moglie, tra genitori e figli, tra colleghi, amici, ospiti turisti e concittadini. Gli altri non sono il limite della nostra libertà, ma la condizione della nostra umanità.

Il mio amico Cesare, provocatore per vocazione, sorriderà: «Svegliati! L’io e il noi sono ferri vecchi». Gli risponderò invitandolo a contemplare la natura e lasciarsi stupire dalla sua armonia che nasce da una fitta trama di relazioni. E sono certo che, in silenzio, mi darà ragione. Perché la magnifica umanità si custodisce e cresce, sempre a partire dalle cose più semplici.

Assessore poi vice sindaco per una decina d’anni, occupandosi di varie materie,tra cui cultura, turismo ed urbanistica. è stato fondatore e direttore de “La Voce di Jesolo”.

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