Orgoglio e regole
La sorpresa dell’Albertone nel sentirsi così tanto amato, anche lontano dalla “sua” Roma. La commozione di Christian, che dedicò il riconoscimento al più noto Vittorio, De Sica, naturalmente. Oppure i sorrisi della “Bersagliera”, che si trovò talmente tanto bene a Jesolo, da aiutarci ad avere, l’anno dopo, un Bocelli sul trampolino di lancio del successo mondiale. Finendo per quei piccoli capricci che a una diva come Sophia si possono certamente perdonare.
Piccoli frammenti di ricordi di alcuni degli attori che sono stati a Jesolo (gli altri: Lino Banfi, Nancy Brilli e Mara Venier) per il Lungomare delle Stelle, la nostra “walk of fame”. Un evento che continua a ricordarci come questa, storicamente, sia sempre la località dei grandi eventi, dei personaggi che catalogheremmo nel file “vip”, di un brand che continua a superare i confini nazionali a prescindere.
La magia del cinema, di cui magari ancora non ne godiamo i benefici diretti, anche se alcune produzioni hanno fatto sede a Jesolo questa estate, come la scorsa con Pupi Avati, è a due passi da noi, al Lido di Venezia. Respirata anche grazie ad uno jesolano che ha fatto rivivere uno dei locali storici e iconici e che ospita i grandi appuntamenti mondani della Mostra del Cinema.
E, allora, mi ritorna in mente un sostantivo che amo ricordare: orgoglio.
Per la città, per quello che è, per com’è cresciuta, per le persone che ci hanno lavorato. Per l’immagine che Jesolo ha in Italia e nel mondo (e, credetemi, è molto più forte di quello che tanti pensano). Per quello che organizza, progetta, elabora. Per quel sapere essere punto di riferimento e motivo di ispirazione (guardatevi un po’ attorno e troverete, ad esempio, eventi nati qui).
Orgoglio, che tante volte manca.
E, subito dopo, me ne viene in mente un’altra di parola: regole.
Viviamo in una società fatta di regole. Alcune sono scritte nei codici e nei regolamenti, altre non compaiono su nessun documento, ma appartengono a quel patrimonio di comportamenti che chiamiamo educazione, rispetto, senso civico. A volte le consideriamo un limite alla nostra libertà. Eppure, senza regole, la libertà del singolo rischierebbe di trasformarsi nella prepotenza di chi si impone sugli altri.
Rispettare una regola significa, prima di tutto, riconoscere che non siamo soli. Quando aspettiamo il nostro turno, rispettiamo un semaforo, evitiamo di fare rumore in un condominio o in spiaggia o manteniamo un impegno preso, stiamo compiendo gesti apparentemente semplici, ma fondamentali per la convivenza. Sono piccoli segnali attraverso i quali diciamo agli altri: ti vedo, riconosco i tuoi diritti, considero importante il tuo spazio.
Le regole, in fondo, non sono soltanto divieti. Sono accordi che rendono possibile stare insieme.
Segno di civiltà, di rispetto. Di sicurezza.
Ed ora godiamoci questo tempo, che è il nostro. Buona visione. A Jesolo.








