Corri Jacky, corri

Jacky De Marchi aveva un sogno. Correre. Comunque fare sport. Per sé stessa, per stare bene, per sentirsi bene. E per coltivare quel suo talento che ora la sta portando molto lontano, con le gare e con le soddisfazioni. Sabato 12 settembre, mentre a Jesolo si ammireranno le Frecce Tricolori e si ballerà “sul mondo” di Luciano Ligabue, Jacky sarà a Nizza, per i Mondiali Femminili di Triathlon, validi per il circuito di World Championship, la cui partecipazione è stata possibile grazie ai risultati ottenuti in altre competizioni. E tutto questo non rinunciando a ciò che più al mondo ama fare: la maestra. E sempre con quel suo immancabile e contagioso sorriso.

Jacky, partiamo dal chiederti come stai.

«Posso dire di stare bene, in un anno particolare, che mi ha portato a fare del le scelte, a cominciare da quella di affidarmi ad un preparatore esterno: si tratta di Jose Brborich, un professionista che seguivo perché mi appassionava come lavorava; e, quando l’ho contattato, mi ha trasmesso subito il suo entusiasmo, dandomi carica e ulteriore senso di responsabilità».

Quindi, hai rinunciato a farti seguire da tuo marito Alessio…

«Avere lui al mio fianco è stata una fortuna, perché è a sua volta un professioni sta e mi ha aiutato a dare ordine a tante cose. Con la scelta che ho fatto ho cerca to una evoluzione, perché volevo uscire dal contesto “casa”, facendo il lavoro in modo sempre più serio. Come mi ha detto il mio preparatore: non sei professionista, ma sei molto professionale».

Fai ancora la maestra?

«Certo che sì e non ci rinuncerei mai! Sono alla scuola primaria, al “Tiziano Vecellio”, istituto comprensivo “Italo Calvino”. Non ho nessun rimpianto da questo punto di vista e mi dispiacerebbe sacrificare il mio lavoro. Non potrò mai essere una professionista, nello sport, perché non ne ho più l’età, ma sono riuscita a trovare un compromesso ed un equilibrio».

I bambini lo sanno che fai sport a li vello agonistico?

«Lo sanno, certo, ed è divertente perché, insegnando anche educazione motoria, riesco a trasmettere passione per lo sport e fargli capire quanto sia importante far lo anche fuori dall’ambiente scolastico. Con i genitori, poi, c’è un bel rapporto, ed anzi mi portano come esempio».

Tutto questo ti porta a fare dei sacrifici nella quotidianità?

«La mia testa è sempre molto piena e questo forse è un bene, perché sono una persona che ha bisogno di riempirsi le giornate. Forse mi mancano dei momenti, come dire, vuoti. Vi porto, poi, un esempio: per me la vacanza non è sdraio, lettino, mangiare tanto… ma fare dello sport; quindi, questo è quello che mi fa stare bene. Ecco, forse mi manca un po’ di svago, leggere e rilassarmi, ma non l’ho mai visto come un sacrificio. Comunque, sacrifici ne ho fatti e ne sto facendo, ma sono sempre stati compensati con i risultati».

Una parola chiave per descrivere il momento che stai vivendo?

«Consapevolezza. Ora mi diverto e sono più serena ed equilibrata».

Ci riprovo: quindi, sei diventata una professionista?

«(sorride) Ci tengo a ribadire che non sono una professionista, anche se lavoro come tale. E, comunque, non mi man tengo con lo sport. Per me è una rivincita, visto che durante la mia infanzia non ho potuto farlo; ed è anche per questo che ai miei alunni cerco di fare capire che nello sport c’è salute, c’è vita. Ed a me è mancato un po’. Oggi sono orgogliosa di esserci riuscita».

Prima mi hai parlato del tuo nuovo preparatore, ma c’è anche una nuova squadra?

«Sì, ora corro per la Ysuru Sport di Breda di Piave, del trevigiano, squadra che mi ha cercato e mi è piaciuta. Mentre un altro supporto importante (oltre all’immancabile entusiasmo) mi arriva da Giorgia e Sandro di Fitness Shop, di Jesolo. Non ultimo, permettimi Fabrizio, vorrei ricordare mio papà Luciano: è il mio esempio di tenacia e dedizione. Ha 84 anni e corre quasi quotidianamente una media di 10 chilometri. Per il futuro sogno di avere la sua stessa tempra».

Non posso non chiudere con la più classica delle domande: obiettivi?

«Onesta? Non ci ho realmente pensato. Sono orientata a vivere il momento, per paura di crearmi troppe aspettative. Ecco, ti posso dire questo: vorrei essere sempre l’espressione migliore di me, di ieri».

Giornalista professionista, da anni è corrispondente per il NordEst di RTL 102.5 (operando nei settori informativi della cronaca nera, bianca e politica ed inviato per la redazione sportiva dallo stadio di Udine) e de Il Gazzettino. E’ stato autore e conduttore di programmi televisivi di emittenti regionali. Segue uffici stampa, soprattutto in ambito turistico. Moderatore di convegni. Presentatore di rassegne di incontri con gli autori di importanza nazionale e internazionale. Da tre anni è direttore responsabile della rivista ViviJesolo.

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