Perseverare o arrendersi?

Ci si arrende, capita. Succede quando smettiamo di crederci, quando abbandoniamo un progetto, un desiderio, un’aspirazione. E sembrerebbe sbagliato poiché arrendersi, spesso, è sinonimo di fallimento, mancanza di fermezza, di pigrizia, ma a volte abbandonare è indice d’intelligenza, buon senso e anche di spirito di sopravvivenza. Siamo soliti a dare molto valore alla perseveranza e fin da piccoli impariamo che nella vita è necessario lavorare duramente per ottenere ciò che ci prefiggiamo, che non dovremmo arrenderci mai.

Il mondo è “ossessionato” dalle storie di successo, raccontate per mostrare quale dovrebbe essere l’esempio da seguire. Tuttavia, quello che non viene messo in evidenza è che chi ha avuto successo ha, inevitabilmente, rinunciato a qualcosa per arrivare dove è arrivato. Perseverare è importante perché tutte le grandi cose richiedono sacrifici e tempo, ma lo è anche sviluppare un’attitudine distaccata che ci permetta di valutare lo sforzo fatto in termini di costi/benefici, includendo la sfera emotiva. A volte insistiamo nell’ottenere qualcosa solo perché non vogliamo sprecare il tempo e gli sforzi investiti.

Questo fenomeno, noto in economia come “costo irrecuperabile”, è una delle cause principali che ci portano a prendere decisioni irrazionali.

Quanti di noi perseverano in cose che continuano a non andare come vorremmo o che non hanno più il senso che avevano quando le abbiamo iniziate? Diventa un problema quando crediamo di non avere altra scelta che perseverare. Sono vari i segnali che indicano che è il momento di abbandonare:

  • avere continui dubbi;
  • la sensazione d’ansia diventa sempre più intensa invece di provare soddisfazione;
  • la salute fisica e mentale iniziano a soffrirne;
  • le risorse, il tempo e l’energia dedicati superano enormemente i benefici e le soddisfazioni.

Cambiare idea non è negativo, al contrario, può essere sinonimo di crescita. Cambiare progetti o rendersi conto che qualcosa ha smesso di appassionarci non significa che abbiamo fallito, ci resta comunque l’esperienza vissuta. Ogni resa, non solo cede qualcosa, ma offre la possibilità di vedere e inaugurare nuove strade. La vera saggezza consiste nel riuscire a discernere tra la testardaggine e le possibilità reali. Investire in questa abilità ci permette di salvare la cosa più preziosa che abbiamo nella vita: il nostro TEMPO.

È una psicologa clinica, psicoterapeuta sistemico – relazionale, mediatore familiare e terapeuta E.M.D.R. Svolge la libera professione presso il poliambulatorio POLIMEDICA, oltre all’attività di consulenza e terapia rivolta al singolo, coppia e famiglia, si occupa di formazione in collaborazione con Enti pubblici e privati. Si occupa anche di supervisione e coordinamento di strutture per l’infanzia 0-6 anni. Per scrivere a Petra Visentin: petravisentin@gmail.com

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