Elena Maraga «Mi esibisco perché sono libera»

Niente nudo, nessuna posa hard. Ha scelto invece di raccontarsi per condividere sogni, aspettative e quella sensazione di appagamento per essere acclamata dal pubblico. Lei è Elena Maraga, l’ex insegnante trevigiana che tanto ha fatto discutere negli ultimi mesi per la sua presenza sulla piattaforma OnlyFans: insegnante in un asilo parrocchiale a Varago di Maserada sul Piave, nel trevigiano, l’apertura del canale sulla famosa piattaforma online ne ha, di fatto, causato il licenziamento. Definita come la sexy maestra d’Italia più chiacchierata del momento, lo scorso primo giugno ha debuttato sul palco, quello del Maxim, lo storico topless caffè di Jesolo. Nella serata jesolana con Agata De Vil, modella e musa ispiratrice del noto fotografo bolognese Alessandro Negrini, ha dato vita ad un curioso talk show. Noi l’abbiamo incontrata ad inizio serata.

Quando hai aperto il tuo profilo OnlyFans?

«A fine gennaio. Quando è scoppiato il caso avevo aperto il profilo da poco tempo. Non era qualcosa di premeditato».

Come ti è venuta l’idea?

«Tutto è cominciato quando ho iniziato a prendermi cura del mio corpo, a fare bodybuilding. Mi sono appassionata, ho iniziato ad amarmi di più e a valorizzarmi. Mi piace mostrarmi, questo sì. Ho iniziato anche a fare dei servizi fotografici. Le foto erano un modo per valorizzarmi. Da quel punto ho voluto provare anche a monetizzare. Non è nato per soldi, ma il guadagno, ovviamente, è utile. Però è importante dirlo: devi esserci portata. C’è una componente di esibizionismo».

Cosa ti chiedono gli iscritti alla tua pagina?

«Un po’ di tutto. Ci sono anche alcune donne tra gli iscritti, non solo uomini. Spesso chiedono le cam, cioè delle videochiamate da 5 o 10 minuti dove c’è un’interazione diretta. Ognuno ha le sue richieste».

Ti sei abituata a tutto questo clamore?

«Non mi aspettavo tutto questo. Ora sì, mi ci sto abituando».

Ti manca l’insegnamento?

«Mi mancano solo i bambini. Le problematiche e lo stipendio misero, no. Era un lavoro che mi piaceva, ma oggi non tornerei indietro. Preferisco essere più libera. Il caso mediatico ha dimostrato che la figura dell’insegnante è sempre sotto giudizio, soprattutto da fattori esterni».

Come hanno reagito in famiglia?

«All’inizio è stata una botta, inutile negarlo. I miei genitori non condividono quello che faccio, hanno una mentalità diversa. È stata una reazione umana. Però ora l’hanno accettato».

Al Maxim racconti le tue emozioni: in futuro ci saranno degli spettacoli?

«Non mi sento di dare una risposta certa. Il futuro è imprevedibile, vedremo cosa succede».

Faresti un film hard?
«No, non è una che fa per me».

Secondo te oggi una donna è veramente libera?

«In teoria sì, siamo tutti liberi. Ma, purtroppo, una donna che cerca di esserlo davvero va incontro a conseguenze, proprio com’è successo a me. La mentalità è cambiata rispetto al passato, ma resta una convinzione diffusa: se certe cose le fa un uomo, sono quasi accettate. Se le fa una donna, no. C’è un professore che faceva il ballerino e partecipava a spettacoli, ma lui non è stato licenziato. Io, invece, sì».

Mostrare il corpo è ancora un tabù?

«Sì. Tutto ciò che riguarda l’erotismo, il nudo, è ancora carico di pregiudizi. È visto con sospetto, con giudizio».

Il legame con Jesolo?

«Profondo. Da quando sono piccola, le mie estati le passo qui. È un posto a cui sono molto affezionata».

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