I cuori di Venezia

Oggi vi raccontiamo una curiosità forse poco nota ai più. E che testimonia, ancora una volta e ancora di più, come Venezia sia una città tutta da scoprire e da vivere in ogni suo angolo, anche quelli più sconosciuti o nascosti.

Molti considerano Venezia la città dell’amore per eccellenza e visto che, sparsi per la città, ci sono diversi cuori, come dare loro torto? Come, non lo sapevate? Vi faccio qualche esempio: dentro alla nota basilica di San Marco sul pavimento trovate un cuore sormontato dal corno dogale (il cappello del doge) ed indica il punto esatto dov’è stato sepolto il cuore di Francesco Erizzo, uno dei dogi della Repubblica Serenissima, per volontà esplicita del doge stesso. Erizzo fu uno dei dogi più importanti: fermò l’epidemia di peste del 1630 e incaricò il Longhena di costruire la bellissima Basilica della Salute.

Un altro cuore si trova in un “sottoportego” (letteralmente, “sotto portico” è uno degli elementi più caratteristici dell’urbanistica della città di Venezia) alla fine di calle dei preti a Castello ed è li a testimoniare l’amore di Orio, il pescatore e Melusina, la sirena. Orio sposò Melusina, liberandola, così, dal maleficio che la obbligava ogni sabato sera a trasformarsi in un gigantesco serpente marino. I due ebbero tre bambini, ma Melusina poi si ammalò e morì.

Orio notò che ogni sera, rientrando dal lavoro, la casa era in perfetto ordine, i bambini lavati e puliti e la cena pronta, ma non capiva chi si occupava di queste faccende. Un giorno rientrò prima dal lavoro e trovò in casa un serpente, spaventato lo uccise ma ben presto si rese conto che era Melusina reincarnata che continuava a prendersi cura della sua famiglia.

Si potrebbero vedere dei cuori anche nelle decorazioni in ferro battuto sul ponte di Borgoloco ma, in realtà, ad un occhio più attento risultano essere delle “V” e delle “E” che stanno per Vittorio Emanuele: i veneziani che volevano protestare contro la dominazione austriaca dovevano trovare degli stratagemmi  non potendolo fare liberamente e questo ne è un esempio.

Vi invito ad andare alla ricerca di questi cuori la prossima volta che sarete in città. E, magari, potreste scattarvi qualche selfie con i cuori di Venezia e mandarceli, per testimoniare il vostro amore a Venezia e, chissà, anche a ViviJesolo.

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