Io sono Arlecchino

Tra le più apprezzate interpreti della compagnia “Teatro dei Pazzi”, Marica Rampazzo è stata premiata al Festival delle Regioni d’Italia – Premio Città di Spoleto, per la sua interpretazione di Arlecchino. E dire che la sua carriera è iniziata quasi per sbaglio.

Marica, che emozione hai provato a ricevere questo premio?

«È stata una bella emozione, non me l’aspettavo. Devo dire che Arlecchino è un personaggio che piace a tutti, ricorda ad ognuno di noi che siamo bambini, un po’ sprovveduti ed un po’ impacciati nella vita. Come lo sono io».

Quindi, ti senti molto Arlecchino?

«È uno spettacolo che faccio da tantissimo tempo, al punto che lo interpreto senza ripassare, in modo molto tranquillo. C’è una parte di tecnica e poi cerco di pensare di essere dentro il personaggio, interpretando il suo spirito. Quindi, dentro al personaggio giocoso, ma anche tenendo presente gli aspetti del pubblico, che si deve divertire (e più si diverte, più aumentano… i giri)».

Prima dicevi che Arlecchino lo interpreti da molto tempo…

«Vi racconto questo aneddoto. Durante un corso di teatro, feci anche una specializzazione di commedia dell’arte, dove partecipava il 90% di donne. Nell’affidare le parti, ricordo che il nostro insegnante non aveva un maschio cui dare quella di Arlecchino, quindi la fece fare a me. In quel momento io “ero” Arlecchino e tutti mi dissero che ero molto brava in quella parte».

Ma, ricordi la tua prima volta sul palco?

«Era tipo trent’anni fa, in una commedia drammatica, dove dovevo interpretare una vedova. Ricordo che ero diventata completamente afona e non riuscivo ad andare avanti. Tanto è vero che mi dicevo che quella cosa non faceva per me e mi stavo quasi per arrendere. Per fortuna ho avuto compagni di lavoro che mi hanno stimolato e aiutato a migliorare le mie imprecisioni. Ecco, fortunatamente Arlecchino è un personaggio che mi permette di sbagliare».

Come mai hai deciso di fare teatro?

«Un po’ per noia, un po’ per curiosità. Ricordo che lessi un manifesto di un corso di teatro. All’inizio non ero molto convinta, perché non mi sentivo adatta. Poi, però, ricordandomi che da piccola ci travestivamo e facevamo delle piccole rappresentazioni per i parenti e gli amici del vicinato, ho deciso di farlo».

E con il Teatro dei Pazzi?

«Era il 2007 ed un mio amico di Verona aveva saputo che al Teatro dei Pazzi avevano bisogno anche di un Arlecchino. Ricordo di avere recitato una parte della Divina Commedia. Giovanni Giusto mi disse subito di sì».

E se non avessi fatto l’attrice?

«Nel mio ideale mi sarebbe piaciuto fare il medico, salvare le persone. Ma non ho la testa per quelle cose».

Sembra esserci un ritorno della voglia di teatro, anche delle compagnie territoriali: perché secondo te?

«Vero, anche qualche mio amico, che non era mai stato in teatro in vita sua, si è appassionato. Il teatro è una comunità che si incontra, è un modo per stare assieme e lo spettacolo dal vivo ti dà delle emozioni come in nessun’altra cosa. Io stessa ci vado per conto mio, lo trovo sempre istruttivo. Cosa mi piace? Gli spettacoli di burattini mi fanno impazzire».

TEATRO DEI PAZZI PREMIATO

La compagnia teatrale “Teatro dei Pazzi” di San Donà di Piave è stata protagonista al Festival delle Regioni d’Italia – Premio Città di Spoleto, tra le più importanti rassegne nazionali dedicate al teatro. Scelta per rappresentare il Veneto, ha vinto il “Premio del Gradimento del Pubblico”, riconoscimento assegnato dagli spettatori e particolarmente significativo perché testimonia il forte apprezzamento riscosso dalla rappresentazione. Premio speciale a Marica Rampazzo per la sua interpretazione di Arlecchino.

SPETTACOLI PIAZZA RIVO ALTO

Domenica 23 agosto, ore 21

LA VEDOVA SCALTRA – Teatro dei Pazzi (Commedia dell’Arte)

La rivisitazione de “La vedova scaltra”, celebre commedia di Carlo Goldoni, dà vita a uno degli spettacoli più rappresentati del Teatro dei Pazzi, una straordinaria messa in scena nello stile della Commedia dell’Arte tipico degli allestimenti di Giovanni Giusto.

TEATRO NELLE FRAZIONI 2026

Jesolo – CA’ FORNERA, Piazzale del Campo Sportivo

Giovedì 27 agosto, ore 21

HEMINGWAY TRA LE LAGUNE VENETE E CUBA

Il racconto dello spettacolo, si intreccia con quello della vita di Hemingway, fra aneddoti, straordinari incontri e successi letterari, in un allestimento a metà fra il reading, la narrazione e il concerto teatrale, impreziosito da un raffinato repertorio musicale.

POESIE ALL’ALBA 2026

Venerdì 21 agosto, ore 6.30 – Arenile Bafile (fronte Hotel Niagara)

IL GIULLARE

Armato sol di mimica e di un lingua senza patria e senza barriere un giullare può, quale eroe buffo, dileggiare il potere e restituire dignità agli oppressi. Cantiamo, quindi, con poetica ironia le gesta del re tra tutti i giullari, in equilibrio funambolico tra ricordo e tempo presente. Madame e Messeri, ecco per tutti voi Dario Fo.

Venerdì 28 agosto, ore 6.30 – Parco dei Cigni (Centro storico)

PAROLE PER BEN-ESSERE

Per “essere bene” nella propria vita e con sé stessi è indispensabile nutrire la propria anima di passione, di bellezza, di cultura e di positività. E cosa più della poesia può regalarci tutto questo? Sul finire dell’estate e all’alba di un nuovo giorno, un appuntamento tutto dedicato alla ricerca dell’ispirazione, dell’armonia e di quelle parole capaci di illuminare la mente e rallegrare il cuore.

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