Capri mon amouri

Capri. Il rumore della risacca, il sole accecante, il profumo di salsedine e i vicoli affollati. Tra la fine degli anni Cinquanta e i favolosi Anni Sessanta, quest’isola idilliaca diventa l’ombelico del jet set internazionale e icone dal fascino eterno come Brigitte Bardot, Grace Kelly e Jackie Kennedy, inaugurano quello che rimarrà nell’immaginario collettivo il capo simbolo della Dolce Vita: i pantaloni Capri.

Nel 1953, una splendida Audrey Hepburn buca l’obiettivo in Vacanze Romane sfrecciando in sella a una Vespa, per poi consacrare definitivamente, l’anno successivo nel film Sabrina, il look con top nero, ballerine e gli iconici pantaloni a pinocchietto. Quel taglio sartoriale, essenziale e vezzoso, diventa l’oggetto del desiderio per le donne di tutto il mondo. Un capo capace di evocare istantaneamente un’allure vintage, aristocratica e vacanziera, ma che nasconde in realtà una genesi ben più sovversiva.

Dietro la loro raffinata silhouette si cela, infatti, un profondo desiderio di emancipazione. Disegnati nel 1948 dalla stilista tedesca Sonja de Lennart, i Capri nacquero come un atto di sfida in un’epoca in cui alle donne era spesso vietato indossare i pantaloni in pubblico. L’ispirazione arrivò proprio dai pescatori dell’isola campana, che arrotolavano i calzoni sotto il ginocchio per non bagnarsi. Accorciando l’orlo e scoprendo la caviglia, la stilista creò un fit snello e rivoluzionario. Cuciti dalle Sorelle Fontana per la Hepburn, questi pantaloni si trasformarono rapidamente da divisa maschile a emblema di libertà e sensualità per le dive di Hollywood e del jet set europeo.

Dopo avere attraversato i decenni e avere vissuto una reinterpretazione minimalista negli anni Novanta, i Capri tornano a dominare le tendenze del 2026. Per interpretarli al meglio, il segreto è bilanciare le proporzioni. Il fit attillato si sposa perfettamente con blazer dalle linee morbide, camicie oversize, o top aderenti e strutturati. Ciliegina sulla torta: un paio di slingback, ballerine o sandali infradito per allungare la figura.

I Capri si dimostrano così un pezzo ibrido intramontabile. Una tela bianca che attraversa le epoche, confermandosi, a distanza di settant’anni, essenza di eleganza.

JACQUEMUS – Bermuda Playa

Pantalone capri in colore nero con romantico orlo volant alla base del ginocchio. Linea asciutta, pulita ed elegante. Il taglio sartoriale incontra un dettaglio dal volume scultoreo, perfetto da abbinare a un sandalo con tacco.

RALPH LAUREN – Pantaloni Capri in cotone double-face

Modello a sigaretta in tinta unita blu scuro. Realizzati in cotone double-face comodo e versatile. Taglio dritto e pulito, lunghezza a tre quarti e design minimale senza. Un classico del guardaroba preppy, ideale da indossare con un mocassino o una scarpa bassa.

ZARA – Pantaloni Capri a pois

Pantalone capri aderente con micro-fantasia a pois neri su fondo bianco. Taglio classico a vita medio-bassa in stile anni ‘50. Silhouette sbarazzina e rétro, perfetta per dare carattere anche a un semplice top nero.

MAJORELLE – Viviana Capri

Modello capri a sigaretta caratterizzato con motivo Vichy bianco e azzurro. Vestibilità dritta con orlo semplice a tre quarti, senza cuciture a vista. La delicatezza della stampa evoca un’atmosfera fresca e iper-femminile.

SÉZANE – Pantaloni Ciara

Pantalone dal taglio dritto in tessuto a quadretti Vichy rosso e bianco. Lunghezza capri sopra la caviglia, con chiusura pulita e linea essenziale. Un capo dall’irresistibile fascino parigino, da completare semplicemente con una t-shirt basic e ballerine.

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