Autoabbronzate, cosa sapere
Milioni di persone lo usano durante la stagione estiva, eppure pochi sanno davvero come funziona e quali precauzioni richiede.
Per fare chiarezza, vale la pena partire dai dati pubblicati sulla letteratura scientifica internazionale, non dal semplice passaparola.
Il principio attivo è il diidrossiacetone (DHA): una sostanza presente nella quasi totalità dei prodotti autoabbronzanti in commercio, approvata sia dalla FDA statunitense che dall’Unione Europea, e in Europa si trova nei prodotti commercializzati fino a una concentrazione massima del 10% nelle formulazioni per uso topico.
Il meccanismo con cui agisce non ha nulla a che vedere con la melanina: è una reazione puramente chimica, nota come reazione di Maillard – la stessa che avrete sicuramente sentito nominare a Masterchef. Il risultato è un pigmento bruno che si forma in poche ore e che si esaurisce naturalmente con la desquamazione cutanea.
Ora, però, arriva una parte che forse non sapete. Uno studio pubblicato sulla rivista Spectrochimica Acta ha misurato un aumento fino al 180% nella produzione di radicali liberi a livello cutaneo quando la pelle trattata con DHA a determinate concentrazioni viene esposta al sole nelle 24 ore successive all’applicazione. Non possiamo semplificare troppo lo studio, ma gli autori suggeriscono di evitare l’esposizione solare subito dopo l’uso dell’autoabbronzante.
Detto questo, il confronto generale rimane favorevole al DHA. L’esposizione ai raggi ultravioletti — che si tratti di sole o di lettino abbronzante — è classificata dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, nel Gruppo “Uno”, quello dei cancerogeni certi per l’uomo. Il DHA non rientra in questa categoria.
Tre accorgimenti pratici, basati su quanto emerge dagli studi: evitare l’esposizione solare diretta nelle 24 ore successive all’applicazione, preferire creme e lozioni rispetto agli spray professionali in cabina, e non confondere il colore ottenuto con una reale fotoprotezione — l’SPF naturale del DHA si aggira intorno a 3, un valore del tutto insufficiente.
La pelle, anche quando appare già “dorata”, continua ad avere bisogno di attenzione e, soprattutto, di protezione solare.








