Il nottificio: la notte che ti ascoltava
Una piazza, una radio e migliaia di ragazzi: così nasceva un modo nuovo di vivere la musica, destinato a restare nella memoria.
Prima ancora delle code, prima dei buttafuori e dei timbri sul polso, la notte di Jesolo aveva già acceso il suo cuore. Batteva in piazza Mazzini, con un van che non passava inosservato: quello di Radio Company. Bastava vederlo arrivare per capire che la serata era ufficialmente iniziata. «Arrivavamo la sera in piazza con il Company Van e da lì partiva tutto – racconta il direttore artistico Mauro Tonello –: la diretta, il contatto con la gente, l’energia della notte».
Negli anni Novanta nasceva il “Nottificio”, un format che ha fatto scuola. Il cuore era il Plaza di Jesolo, ma il racconto si sviluppava ovunque: tra chi era in pista e chi ascoltava in macchina. «Il nome nasce proprio da lì – spiega Tonello – volevamo accompagnare chi viaggiava di notte verso Jesolo o chi magari non riusciva a entrare in discoteca, ma voleva comunque sentirsi parte di quel mondo».
E così accadeva davvero. Autoradio accese, finestrini abbassati, ragazzi che ballavano anche fuori dal locale. «Era qualcosa di unico, una connessione vera tra radio e discoteca».
Le telefonate in diretta, le voci degli ascoltatori diventavano parte dello spettacolo. «Era una trasmissione che andava avanti fino a mezzanotte, poi si lasciava spazio alla musica della discoteca».

Il Plaza era uno dei simboli di quell’epoca, tra i club che hanno fatto la storia. E proprio lì si sono vissuti momenti irripetibili. «Ricordo ancora la prima serata della stagione, era primavera e… nevicò », racconta sorridendo. Ma, tra gli episodi più iconici: «Portammo per la prima volta in Italia Corona con “The Rhythm of the Night”. Diventò un tormentone mondiale».
Poi, molti club hanno lasciato spazio ad altre realtà e nuovi modi di vivere la musica. «Oggi anche il divertimento è cambiato», riflette Tonello. «Adesso c’è il “soft clubbing”: musica di giorno, ambienti più rilassati, pubblico adulto. Vivere la musica alla luce del sole, magari con la colazione o il brunch».
E il futuro? «Chi lo sa. La storia è ciclica, magari tornerà anche il “mondo della notte” come lo abbiamo conosciuto. Sarà il pubblico a scegliere».
Intanto, resta il ricordo di un’epoca irripetibile. Di una piazza trasformata in studio radiofonico, di una discoteca che usciva dai suoi muri e di una generazione che ballava ovunque. Perché, come dimostra la storia del “Nottificio”, certe vibrazioni non hanno bisogno di confini per farsi sentire.
CURIOSITÀ
Negli anni Novanta, a Jesolo c’erano una trentina di discoteche. La città dettava le mode e il divertimento ed era, a tutti gli effetti, la capitale del divertimento nel Nordest. Tra gli eventi ospitati in questi anni, il Festival Bar e, inventato proprio a Jesolo, il Beach Bum Rock Festival.








