I like to move it

Maestose eppure leggere. A volte complesse da realizzare, ma alla fine danno una sensazione di immensa gioia.

Sono passati anni da quando Jesolo ha iniziato ad ospitare quello che inizialmente si chiamava “festival” ed ora semplicemente “mostra”, delle sculture di sabbia naturalmente. Eppure ogni volta non posso non rimanere affascinato passandoci davanti. Fin dall’inizio. Da quando vengono portate carriole e carriole di sabbia. Sì, quella cosa fina che ti passa tra le dita mentre cerchi di raccoglierla o che ti rimane per giorni nelle scarpe se vai a farti una passeggiata in spiaggia. A quando viene creata quella sorta di impalcatura che neanche dovessero realizzare l’Empire.

Per passare alle movenze degli scultori, intenti a fare prendere forma a quelle montagne di sabbia, chiedendoti come facciano o se (credetemi: c’è ancora chi ne è fermamente convinto) ci mettano qualcosa per tenere compatta la sabbia. Fino al loro completamento, con tutti quei dettagli che sembrano stampati. Spettacolo. E la stagione balneare di una città come Jesolo è un po’ come le sculture di sabbia. Maestosa, eppure leggera nella bellezza di fare vacanza. Complessa nel fare ripartire ogni volta la macchina, specie in questi due anni di incertezze, restrizioni e regole da rispettare.

Ma che, alla fine, dà una grande gioia a chi ci viene a trovare, così come a chi la città la prepara, in ogni suo aspetto. Le sculture di sabbia come metafora perfetta di una città delle vacanze come Jesolo. In entrambi i casi ci vuole professionalità, competenza, capacità di accogliere le proposte e le opportunità. Ma anche passione, amore per quello che si sta facendo. E, elemento imprescindibile: capacità di fare squadra. Non fatevi ingannare quando vedete uno “scultore della sabbia” intento a realizzare la sua opera: non sta lavorando da solo.

E lui lo sa. Alla base c’è la condivisione di un progetto, la divisione delle opere a seconda delle predisposizioni di ognuno e il coordinamento. La squadra. Perché per ogni successo c’è, e ci deve essere, l’unione di tanti elementi. E tutti importanti: che si tratti del grande artista, così come dell’operaio che porta le carriole di sabbia. Ed ora brindiamo all’inizio di una nuova, maestosa, leggera e carica di gioia, estate. E, come direbbe Re Julien nel film Madagascar: Mi piace se ti muovi. Mi piace quel che muovi. E allora: muovi! Ed estate sia. Cin cin!

Fabrizio Cibin

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Giornalista professionista, da anni è corrispondente per il NordEst di RTL 102.5 (operando nei settori informativi della cronaca nera, bianca e politica ed inviato per la redazione sportiva dallo stadio di Udine) e de Il Gazzettino. E’ stato autore e conduttore di programmi televisivi di emittenti regionali. Segue uffici stampa, soprattutto in ambito turistico. Moderatore di convegni. Presentatore di rassegne di incontri con gli autori di importanza nazionale e internazionale. Da tre anni è direttore responsabile della rivista ViviJesolo.

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