Contro ogni limite per sentirsi  padreterni

“Gente così, a Jesolo, non la vogliamo”. Lo ha detto il sindaco Christofer De Zotti qualche settimana, fa riferendosi a quei gruppetti di giovani responsabili di atteggiamenti violenti, risse e provocazioni nei confronti di cittadini e ospiti turisti. Questi giovani – mi hanno spiegato – sono quelli della “maranza” che, secondo la Treccani, fanno parte di comitive o gruppi di strada chiassosi, caratterizzati da atteggiamenti smargiassi e sguaiati e con la tendenza ad attaccar briga. Per me si tratta di giovanotti che infrangono ogni limite per provare l’ebbrezza di sentirsi dei padreterni. Per arginare questo fenomeno, le analisi e le soluzioni abbondano anche a buon mercato: quattro ceffoni ben piazzati e in gattabuia. Subito. Quelle meno troglodite additano la colpa solo a genitori e famiglie. Analisi inconcludenti – seppur con qualche aspetto di verità – che, però, hanno un denominatore comune: scaricare sempre su altri e sempre altrove le responsabilità. Non mancherò di rispetto a Papa Leone se mi permetto di citare, in un contesto così poco nobile, un  brevissimo passaggio della sua enciclica “Magnifica humanitas”. Il Papa chiama in causa quelle correnti di pensiero conosciute come transumanesimo e postumanesimo che affermano “la centralità della tecnica e il sogno di oltrepassare i limiti della condizione umana (…). Esse costituiscono lo sfondo ideologico che abita alcuni centri di potere tecnologico e colonizzano l’immaginario collettivo in forma semplificata, specie nei media e nelle reti sociali”. Mi permetto una esemplificazione (tra le tante possibili) di questo pensiero. Fate mente locale ad un qualche talk show. Quali sono gli esempi di uomo, di donna, di giovane che vengono proposti, talvolta enfatizzati e talvolta sotto traccia? E come si incita un giovane esordiente prima di affrontare una prova? “Vai e spacca tutto”. Piccoli pertugi, si dirà, ma dai quali passa una cultura. E, dunque, nessuno si senta esonerato dalla responsabilità di proporre ai giovani valori e ideali da conquistare con fatica, inevitabile ma più gratificante dello sballo di poche ore.

Assessore poi vice sindaco per una decina d’anni, occupandosi di varie materie,tra cui cultura, turismo ed urbanistica. è stato fondatore e direttore de “La Voce di Jesolo”.

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