Duemila caratteri per “vivere Jesolo”
Ho confermato all’amico Fabrizio Cibin, direttore di “ViviJesolo”, la disponibilità a continuare la mia collaborazione a questa rivista. Lo confesso: mi sono affezionato a quest’angolo attraverso il quale osservo il mio paese, la mia gente e, da qui, consegno un “punto di vista”, una riflessione, un contributo di idee, una proposta e, perché no? qualche arrabbiatura. Ho avuto riscontri che mi hanno incoraggiato. Mi son detto: ne vale la pena. Vivo quest’angolo di pagina come una bella opportunità per interagire con la mia città. “ViviJesolo” ne è parte integrante. Da ben trentadue anni ne racconta “vita, morte e miracoli”. Perciò eccomi ancora qui. Ho a disposizione inflessibilmente duemila caratteri (in gioventù una redattrice dal carattere teutonico mi ha insegnato: la carta non è di gomma). Ma sono duemila caratteri preziosi. Quando scrivo per questa rubrica mi lascio guidare dal senso che attribuisco alla testata per trovare l’angolo giusto di approccio. “ViviJesolo” è qualcosa di più di accurate informazioni di ciò che Jesolo può mettere a disposizione: è un programma, un impegno, una scommessa. Quel “ViviJesolo” è un invito a “condividere” analisi, esigenze, dubbi, critiche, proposte, progetti, solidarietà. E mi piace lasciarmi coinvolgere. Sono un sognatore? Può darsi. Ma vi assicuro che talvolta i sogni illuminano e precedono la realtà. Basta trovare il giusto “punto di vista”.








