La speranza ci rende felici

La speranza è l’ultima a morire. Finché c’è vita c’è speranza.

Questi vecchi e noti detti ci indicano come la speranza sia il sale della vita, quella fede che ci muove e ci stimola. Viviamo grazie ad essa perché è la forza che ci spinge verso i nostri obiettivi, è la nostra compagna di viaggio. Sin da piccoli facciamo ricorso alla speranza per costruire i nostri progetti di vita, per delineare i nostri sogni e fissare le nostre mete. Se la persona avrà sperimentato legami saldi e positivi con le proprie figure di attaccamento, vivendo in un contesto familiare sicuro ed incoraggiante, costruirà dentro di sé sentimenti di fiducia e speranza sia auto che etero-diretti. Al contrario, se tale ambiente è risultato affettivamente scarno, la persona non avrà modo di costruire fiducia e speranza, in sé e nell’altro, e sarà più complicato sviluppare quel senso di fiducia e speranza, mai sperimentati prima.

Di fatto, è un atteggiamento di attesa fiduciosa verso il futuro, è ciò che ci permette di reagire alle difficoltà. Con il trascorrere degli anni, abbiamo la sensazione che il nostro deposito delle speranze si vada pian piano esaurendo. Questa sensazione è legata all’esperienza: le cose, ormai, non ci entusiasmano come quando le abbiamo fatte per la prima volta perché abbiamo anni di avventure alle spalle. Tuttavia, la speranza risveglia i sentimenti più positivi dell’essere umano ed è contagiosa. Secondo i neurologi, nell’ipotalamo del cervello risiede ciò che alcuni scienziati chiamano il “circuito della ricerca”.

Questo circuito, che suscita le sensazioni di piacere e felicità, si attiva soltanto durante il processo di ricerca e non durante il raggiungimento dell’obiettivo. La maggior parte della felicità, quindi, risiede nel processo di ricerca e di aspettativa. La speranza ci rende felici ed è per questo che dovremmo coltivarla. Ma quando conviene ignorare la speranza e quando invece è giusto insistere? Credo che la speranza sia preziosa e vada difesa, ma al tempo stesso non vada consumata inutilmente per cause impossibili da vincere. In pratica, se un desiderio non si realizza inutile insistere sempre nello stesso modo, forse conviene provarne altri, cercare nuove strade.

La speranza è energia e se ne abusiamo senza aver mai gratificazioni si consuma e ci consuma. Ogni risorsa che abbiamo merita rispetto e cautela nell’essere spesa, per evitare di trovarci senza forze. Il Natale è ormai alle porte e l’augurio che faccio a tutti noi è di aver cura delle nostre speranze, di mantenerle vive, soprattutto in un momento storico così delicato e difficile, che ha messo e mette a dura prova ognuno di noi. Nonostante le delusioni e le frustrazioni che incontriamo, dobbiamo continuare a sperare, perché se non c’è speranza non c’è futuro, perché senza speranza l’anima lentamente muore … Buon Natale!

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È una psicologa clinica, psicoterapeuta sistemico – relazionale, mediatore familiare e terapeuta E.M.D.R. Svolge la libera professione presso il poliambulatorio POLIMEDICA, oltre all’attività di consulenza e terapia rivolta al singolo, coppia e famiglia, si occupa di formazione in collaborazione con Enti pubblici e privati. Si occupa anche di supervisione e coordinamento di strutture per l’infanzia 0-6 anni. Per scrivere a Petra Visentin: petravisentin@gmail.com

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