Il valore dell’esempio

Il mio amico carissimo Cesare (il nome è di fantasia: mi ammezzerebbe se favorissi l’identificazione) mi ha raccontato un episodio di cui è stato protagonista qualche settimana fa. Era  in un distributore dove c’è il servizio di  lavaggio auto. Vede due giovani tra i venti e i venticinque anni che cercano di parlare con qualche automobilista. Qualcuno li ascolta ma scuotono la testa; qualche altro li insulta villanamente. A Cesare sembrano spaesati. Un giovanottone vicino a lui, con aria di quelli che la sanno lunga, sentenzia: “Quelli sono fatti!”, “Non mi pare”, risponde Cesare. “Nonno, sveglia! Quelli son stonfi”, è la replica del saputone. Cesare si avvicina. Gli sembrano due bravi ragazzi. Uno parlando un po’  di italiano spiega a Cesare che sono due fratelli austriaci ma di origine armena. Sono a Jesolo per trascorrere alcuni giorni di vacanza. All’autostazione delle corriere avevano chiesto a due coetanei come potevano raggiungere la Pineta. Quelli, per ridersela alle loro spalle, li caricano su un autobus per San Donà. Si sono accorti della burla all’altezza di Eraclea. Chiedevano un passaggio fino a Jesolo Lido. Cesare li rassicura: “Terminato il lavaggio dell’auto vi porto in piazza Milano”. “Al momento di salutarci – racconta Cesare – Vincenzo, questo era il nome del ragazzo che parlava italiano, mi chiede: perché ci hai fatto questa cortesia? Sono un nonno e spero che se mia nipote, all’estero, dovesse avere qualche difficoltà, qualcuno l’aiuti. Mi dà il numero del suo cellulare: “se vieni in Austria chiamaci, vorrei tanto che i nostri genitori ti conoscessero”. Vedo che gli scende un lacrima. Salgo in macchina veloce prima che il magone si sciolga in lacrime. Bravo, Cesare: l’esempio vale più di ogni predica.

Il direttore di questa rivista chiudeva l’editoriale del numero scorso così: “Mi piacerebbe che, almeno ogni tanto, decidessimo di promuovere qualche bella notizia della nostra città”. Eccola.  Qualcuno derubricherà questa riflessione a vecchiume. Ma io, “francamente me ne infischio”.

Assessore poi vice sindaco per una decina d’anni, occupandosi di varie materie,tra cui cultura, turismo ed urbanistica. è stato fondatore e direttore de “La Voce di Jesolo”.

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