La ricchezza nelle diversità

Ero appena diventato assessore al turismo. Alcuni albergatori (credo tra il 1978/1980) mi prospettarono l’ipotesi di un’indagine di mercato. Ricordo i nomi di alcuni di loro: Pietro Rivella, Bruno Bressan, Alessandro Rizzante. Questo, in estrema sintesi, il loro ragionamento: non possiamo continuare a navigare a vista. I turisti scelgono la località per le loro vacanze sulla base di esigenze, aspettative e criteri che dobbiamo essere in grado di conoscere, intercettare e persino anticipare. Mi segnalarono una società tedesca specializzata in questo tipo di analisi.

Approfondii la proposta ascoltando anche contrarietà e dubbi che si rivelarono utili. Il consiglio comunale approvò il progetto. E ripresero fiato le critiche dei soliti “esperti in tutto”: «Buttate via soldi per sentirci dire ciò che noi già sappiamo dalla viva voce dei clienti». «Può darsi», rispondevo. «Forse l’indagine confermerà anche ciò che già conosciamo. Ma è ben diverso quando quelle conoscenze vengono validate da un’analisi rigorosa e, soprattutto, diventano patrimonio condiviso. Così si costruisce una consapevolezza comune, si individuano obiettivi condivisi e si crea un “sistema città”, capace di rispondere con coerenza alla nostra vocazione turistica».

Alcuni interlocutori, pur con qualche riserva, conclusero: «Proviamoci». Altri rimasero ancorati alla loro immotivata e arrogante supponenza. Da allora sono convinto che una solida cultura imprenditoriale debba essere promossa e continuamente stimolata. Ribadisco questa esigenza anche oggi, quando il Piano strategico per il turismo, promosso dalla Giunta del sindaco Christofer De Zotti, entrerà nella sua fase più intensa del confronto. Potrà essere un’occasione straordinaria se le diverse componenti della città sapranno riflettere e confrontarsi per una visione condivisa del nostro futuro. Ciò avverrà ad una condizione: se riusciremo a pensarci e ad agire come un’unica, grande comunità che fa delle diversità una stimolante ricchezza.

Assessore poi vice sindaco per una decina d’anni, occupandosi di varie materie,tra cui cultura, turismo ed urbanistica. è stato fondatore e direttore de “La Voce di Jesolo”.

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