Andiamo a FONDO pescando nel TORBIDO per vederci CHIARO
“Sui Lieviti” o “Sur Lie”, come scriveva in etichetta il Fiduciario Ais Veneto Angelo Serafin negli anni ‘80, sul suo prosecco col fondo. Una tipologia o, meglio, un metodo di spumantizzazione ancestrale, antico, che in quegli anni è diffuso fra le produzioni familiari della zona di Conegliano e Valdobbiadene. Il vino prodotto con l’uva Prosecco, oggi Glera, veniva rifermentato in bottiglia e la lisi dei lieviti impiegati per la fermentazione dava quel leggero sedimento chiamato “fondo”.
Un prosecco diverso, meno fruttato e più fragrante, dai profumi di panificazione e crosta di pane. Un tempo caraffato e servito limpido, oggi servito con il suo fondo, come una weizenbier. Una tendenza, una moda forse, sicuramente il recupero di una tradizione del territorio. Rimane certamente l’abbinamento più naturale, nel senso profondo del termine, con un paio di fette di soppressa nostrana e una di polenta abbrustolita.









