Una bella sfida. Nessuno escluso.
La notizia è questa: inizia il processo di costruzione del primo Piano Strategico del Turismo della città. L’hanno data il sindaco, Christofer De Zotti, e l’assessore al turismo, Alberto Maschio. L’ iniziativa mi piace perché che su di essa possono convergere, in una qualche misura, riflessioni e prospettive che ho più volte manifestato. Ma prima vorrei fugare un possibile dubbio. Piano strategico per il turismo. Dunque, è un Piano limitato all’ambito turistico che riguarda solo una parte dei cittadini? Se così fosse, si tratterebbe di un errore di analisi e di prospettiva. Ma così non è. Il sindaco e l’assessore, infatti, dicono a chiare lettere che «Il Piano si concentrerà sullo sviluppo turistico dei prossimi decenni, ma trattandosi del settore più importante di Jesolo, questo significa definire come crescerà e cambierà la città nel suo complesso».
Ma, soprattutto, aggiungono: «Abbiamo la convinzione che migliorare la qualità della vita di chi abita dodici mesi l’anno questo territorio sia un volano di crescita perché una città dove si vive bene è una destinazione che accoglie meglio». Faccio un prima veloce considerazione: la qualità del turismo inizia dalla qualità della comunità residente. È stato un tema di due convegni organizzati, una quindicina di anni fa, dall’associazione Monsignor Marcato (che ho l’onore di presiedere) ed altre del territorio che interessavano anche Cavallino-Treporti, Eraclea e Caorle. Seconda considerazione. Il metodo della consultazione di ampie rappresentanze di cittadini potrà dare una poderosa spinta alla partecipazione e alla corresponsabilità, che sono tra le pietre angolari della nostra democrazia. Più ampio e largo sarà il contributo di idee, più sarà efficace sarà il risultato conclusivo. È davvero una bella sfida. Nessuno si tiri indietro. La si accetti senza retro pensieri.








