Il futuro dei vini nasce in montagna
Tra pendii ventilati, forti escursioni termiche e suoli minerali, le Dolomiti stanno riscoprendo una viticoltura di montagna capace di unire tradizione e innovazione. In particolare nel Bellunese, i vitigni resistenti Piwi trovano condizioni ideali per esprimere vini freschi, sapidi e sostenibili: un racconto autentico di un territorio ancora poco esplorato, ma ricco di potenzialità. I vini Piwi nascono da varietà ottenute attraverso incroci naturali mirati a ridurre il ricorso ai trattamenti chimici, soprattutto antifungini. Tra le più diffuse si distinguono Solaris e Souvignier Gris tra i bianchi, Cabernet Cortis e Prior tra i rossi. Grazie alla loro resistenza e adattabilità, queste varietà crescono bene nei climi freschi e ventilati, rendendosi particolarmente adatte alla coltivazione in quota e in territori climaticamente limite, dove altri vitigni faticherebbero a raggiungere una piena maturazione. Come abbinarli? I bianchi Piwi delle Dolomiti, come Solaris e Souvignier Gris, si abbinano bene a piatti freschi e delicati: formaggi di malga giovani, trota di torrente, risotti alle erbe spontanee e antipasti a base di verdure. Le versioni più strutturate possono accompagnare carni bianche, funghi e preparazioni cremose, mentre i rossi da varietà come Cabernet Cortis e Prior valorizzano salumi affumicati, speck, selvaggina leggera e formaggi stagionati. Per un abbinamento territoriale, sono ideali con la cucina alpina: canederli, polenta, funghi, erbe di montagna e piatti semplici ma ricchi di sapore.








