Spiccare il volo

I momenti di crisi spesso rappresentano un punto di svolta nel nostro percorso di crescita personale. È proprio in queste fasi che qualcosa si incrina, spingendoci a rimettere in discussione ciò che siamo e ciò che desideriamo diventare. Emergono nuove domande, nuovi bisogni, e con essi il desiderio di trovare uno scopo più autentico, capace di dare forma alle nostre ambizioni. Spiccare il volo, però, non è mai un gesto semplice o immediato. È, prima di tutto, un confronto con i propri limiti. Senza desiderio, senza una tensione verso qualcosa che ancora non siamo, rischiamo di restare fermi, sospesi in una quotidianità che non ci rappresenta fino in fondo. Vivere pienamente significa, infatti, accettare questa tensione: lo sforzo continuo di avvicinarsi alle proprie potenzialità, il coraggio di immergersi nella corrente della vita senza restare sulla riva.

Eppure, non è raro che con il tempo ci si adagi nella comodità del conosciuto. Anche quando una situazione ci sta stretta, anche quando sentiamo che non ci rispecchia più, restiamo lì perché ciò che è familiare ci rassicura. Per proteggerci, finiamo per mettere a tacere quella voce interiore che insiste. Una voce sottile, ma persistente che ci invita a osare, a immaginare possibilità diverse, a fare un passo oltre. È la parte di noi che desidera crescere, evolvere, aprire le ali. Imparare a volare implica inevitabilmente correre un rischio. Non possiamo spiccare il volo se restiamo ancorati al passato o appesantiti da pensieri che ci bloccano.

Per salire, è necessario alleggerirsi: lasciare andare le zavorre, ridimensionare le paure, riconoscere ciò che non ci serve più. Diventa fondamentale coltivare una forma di leggerezza che non ha nulla a che vedere con la superficialità. Si tratta, piuttosto, della capacità di non identificarsi completamente con le aspettative, di accettare anche la possibilità della delusione senza lasciarsene travolgere. Seguire le proprie ambizioni è, in fondo, un viaggio. E come ogni viaggio, non sarà sempre lineare: ci saranno momenti di slancio e altri di incertezza, tratti entusiasmanti e altri più faticosi o persino monotoni. Ma è proprio nell’apertura all’esperienza, nella curiosità e nella disponibilità a sperimentare, che si costruisce un percorso autentico. Forse non possiamo controllare il vento, ma possiamo scegliere se restare fermi o spiegare le ali.

È una psicologa clinica, psicoterapeuta sistemico – relazionale, mediatore familiare e terapeuta E.M.D.R. Svolge la libera professione a Jesolo, oltre all’attività di consulenza e terapia rivolta al singolo, coppia e famiglia, si occupa di formazione in collaborazione con Enti pubblici e privati. Si occupa anche di supervisione e coordinamento di strutture per l’infanzia 0-6 anni. Per scrivere a Petra Visentin: petravisentin@gmail.com

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