Una cultura d’impresa
Questa è la sfida
Sarà il tempo! Ci si consola così quando qualche doloretto arriva a tormentarci le giornate. E si attende che cambi. Una volta, sul tempo si scaricava la poca conoscenza che la medicina aveva sul tema; oggi ti sostituiscono un’anca e nemmeno che te ne accorga. Ma il tempo lo si chiama in causa anche oggi per ottuso pregiudizio o per paura. Ho scoperto che il tempo – quello meteorologico, s’intende – è utilizzato anche per sbrigative e semplicistiche analisi sullo stato di salute della nostra città. E’ andata bene a Natale e ancora meglio a Pasqua. “Per forza, con quel bel sole!”. Ci mancherebbe altro! Il tempo aiuta, e non poco. Ma non basta. Tu puoi avere il sole più splendente ma sarebbe del tutto inutile senza una forte idea attrattiva per motivare migliaia di persone a spostarsi e per determinare un imprenditore a mettersi in gioco. Io vedo (e spero di non illudermi) qualcosa di più: si sta – lentamente – superando la cultura della provvisorietà, figlia di quell’idea di stagionalità che fatalisticamente ha ingabbiato Jesolo e le sue prospettive.
Ma la provvisorietà chiude ogni spazio a idee, progetti e investimenti. Intravvedo che si va facendo spazio l’idea di una Jesolo città di mare e di terra e che la sua composita unitarietà è un valore sul quale investire. Ma non basterà il bel tempo. Occorrerà soprattutto che si allarghi e si consolidi una coerente cultura imprenditoriale capace di creatività e coraggio.








