Il Ponte della Vittoria incluso nel percorso Walk of Peace

Inaugurato da Emanuele Filiberto nel 1927, oggi è considerato monumento patrimonio della Prima Guerra Mondiale

Nei giorni scorsi è stato installato un cartello nei pressi del Ponte della Vittoria, a Jesolo Paese, che narra, in sintesi, la storia di quello che viene considerato non un semplice ponte mobile, ma un vero e proprio monumento. Tanto da essere uno dei punti individuati all’interno del percorso Walk of Peace, un progetto che mediante attività transfrontaliere condivise mirate punta alla conservazione a lungo termine del patrimonio della Prima Guerra Mondiale e all’accrescimento del suo utilizzo nell’ottica dello sviluppo del turismo culturale sostenibile. Si vuole, in sostanza, promuovere i luoghi e i manufatti toccati dal primo conflitto mondiale, creando per il visitatore un percorso di pace.

UN PO’ DI STORIA

Ritenuta opera emblematica di una particolare categoria monumentale di pubblica utilità, piuttosto diffusa nel primo dopoguerra, il ponte, voluto dal comune di Jesolo, allora Cavazuccherina, venne inaugurato il 9 ottobre 1927 dal duca d’Aosta Emanuele Filiberto, Comandante della III Armata, che proprio in questi luoghi aveva fermato l’avanzata austroungarica;

i quattro obelischi collocati a ridosso dei due ingressi del Ponte della Vittoria, ornati di sculture a rilievo, riportano gli elenchi nominativi dei caduti, i marinai del Reggimento S. Marco e i 181 cittadini di Jesolo. Ristrutturato in anni recenti, con l’ampliamento della carreggiata esistente per la realizzazione di un percorso ciclopedonale, il Ponte della Vittoria venne nuovamente inaugurato nel 2011.

PERCHÉ SI CHIAMA PONTE DELLA VITTORIA

Il nome del ponte celebra la vittoria italiana nella Grande Guerra ed in particolare il sacrificio di quei soldati che nel 1917-18 arrestarono in questo settore l’avanzata austro-ungarica. Fu inaugurato, come detto, il 9 ottobre 1927 da Emanuele Filiberto, Duca d’Aosta, comandante della Terza Armata sul fronte del Basso Isonzo e, dopo Caporetto, lungo il Basso Piave. Sui quattro obelischi collocati ai piedi del ponte, due su ciascuna sponda del Piave, sono riportati i nomi dei caduti di Jesolo e dei fucilieri della Brigata Marina – futuro battaglione S. Marco – che caddero nella difesa del Basso Piave. Interessante sapere che il progetto Walk of Peace fa riferimento a quello che è conosciuto come Interreg Italia Slovenia, ovvero un Piano datato 2015, anno in cui ottenne l’approvazione della Comunità Europea.

Si tratta di un programma di cooperazione i cui partner istituzionali sono Repubblica Italiana, Repubblica Slovena, regione Veneto e regione Friuli Venezia Giulia ed il cui obiettivo è quello di promuovere l’innovazione, la sostenibilità e la governance transfrontaliera per una maggiore competitività, coesione e vivibilità. Il progetto Walk of Peace, punta invece, come si legge nella documentazione ufficiale, allo “sviluppo sostenibile del patrimonio della Prima Guerra Mondiale tra le Alpi e l’Adriatico”. Il percorso di pace include altre due importanti realtà vicine a Jesolo: il Museo della Bonifica di San Donà di Piave (www.museicivici.sandonadipiave.net) e il Museo della Batteria Vittor Pisani a Cavallino Treporti (www.visitcavallino. com). Per approfondire il progetto e vedere tutta la mappa completa dei punti di interesse vi invitiamo a visitare il sito: www.thewalkofpeace.com

Emanuele Filiberto

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