In mostra con Elisa
La cantante, dopo il doppio sold-out al PalaTurismo, è tornata a Jesolo nella sua veste di ideatrice della Fondazione Lotus per l’inaugurazione della mostra “Tra terra e acqua. La Laguna di Venezia e le Valli di Jesolo”.
Lo ha detto, lo ha fatto. Elisa era annunciata al JMuseo per l’avvio ufficiale della mostra a cura di Fernando Spina che, attraverso oltre cento opere, tra dipinti, acquerelli e taccuini, racconta uno degli ecosistemi più delicati e strategici del Mediterraneo.
“Tra terra e acqua. La Laguna di Venezia e le Valli di Jesolo”, è realizzata su iniziativa del Comune, ideata e organizzata da Comediarting in partnership con Cucù e riunisce sei artisti naturalisti del collettivo Ars et Natura — Concetta Flore, Federico Gemma (tra gli artisti naturalistici più noti, membro della prestigiosa Society of Wildlife Artists-SWLA a Londra dal 2001), Stefano Maugeri, Graziano Ottaviani, Marco Preziosi, Alessandro Troisi, guidati dall’ornitologo e coordinatore del progetto Fernando Spina — protagonisti di una ricerca che unisce osservazione diretta, rigore scientifico e restituzione artistica.

L’iniziativa è sostenuta da IMA Group come main sponsor e realizzata con la collaborazione di Fondazione Lotus, Swarovski Optik e Pandion, che cureranno laboratori e attività sia al Museo che nelle Valli.
Attraverso il linguaggio dell’arte naturalistica, la mostra propone una riflessione sul rapporto tra uomo e ambiente, restituendo una visione contemporanea della natura che intreccia conoscenza scientifica, sensibilità estetica e impegno per la conservazione.
Le opere nascono da esperienze dirette sul campo — taccuini di viaggio, osservazioni dal vero, studi di luce e comportamento animale — e costruiscono un racconto visivo capace di restituire la complessità e la fragilità dei paesaggi lagunari.
«Questa mostra – le parole di Elisa all’inaugurazione – racconta in modo straordinario la fragilità e, allo stesso tempo, la forza degli ecosistemi in cui viviamo, ricordandoci quanto tutto sia connesso: la salute degli ecosistemi, quella delle persone e il futuro delle prossime generazioni. L’arte qui diventa uno strumento prezioso per avvicinare le persone alla natura e riscoprirne il valore più profondo».
La gioia nella presenza.
«È un onore potere partecipare e conoscere da vicino questa bellezza raccontata in una maniera così poetica e vivere da vicino questa idea realizzata con un connubio tra una testimonianza importante delle rotte migratorie, di quella che è “la” tappa più importante per gli uccelli migratori che vengono qui a fare l’ultimo grande rifornimento prima di partire per il Saahara. Quindi, c’è una grandissimo valore dal punto di vista della conservazione della biodiversità che riguarda questi luoghi dell’alto Adriatico, in particolare le valli di Jesolo in particolare».

La fortuna di abitare vicino alle bellezze.
«Mi sento molto vicina a questo tipo di racconto di bellezza, perché ho la fortuna di abitare a cinque minuti da una riserva naturale che si chiama “Isola della Cona”. Avere la fortuna di vivere in questi luoghi, a una natura pulsante, una natura saggia, piena di storie da raccontare, è proprio il fatto di poterne ricevere dei grandi messaggi e una grande saggezza, perché c’è tanto che ci raccontano anche gli uccelli con queste rotte migratorie. Il motivo per cui loro scelgono di venire proprio qui e non in altri luoghi è un motivo che è una storia a sé che andrebbe conosciuta anche da chi abita questi posti».
Rivolgendosi alle scolaresche.
«Sarebbe bello se noi tutti a scuola potessimo imparare di più, in maniera ancora più approfondita riguardo alla latitudine del posto in cui veniamo e perché è importante a livello della biodiversità e che cosa offre a tutta la biodiversità. Per cui sarebbe bello vedere questi racconti posti in una posizione giustamente centrale, perché sono racconti “eco centrici” e non “antropocentrici”, in cui noi esseri umani non ci mettiamo sopra alle altre specie, ma ci mettiamo assieme alle altre specie ad imparare, perché la natura ha tanto da insegnare».
Un grande progetto.
«È un onore partecipare e vedere nascere questi progetti bellissimi. Mi auguro che sarà molto frequentata dalle scuole e dagli studenti per potere offrire tutta la saggezza che racchiude questa mostra e questo racconto».
Fondazione Lotus
La Fondazione Lotus promuove iniziative concrete per la tutela dell’ambiente, con particolare attenzione alla crisi climatica e alle risorse naturali.
Nata da un’idea di Elisa, punta a modelli di sviluppo più equi e sostenibili, basandosi sul principio che la salute del pianeta, delle comunità e degli esseri viventi sia interconnessa, e sostiene progetti con impatto visivo e misurabile.
INFO MOSTRA
Aperta dal 12 maggio 2026 all’11 gennaio 2027
Orari
stagione invernale: sabato e domenica e festivi 10.00 – 19.00
stagione estiva: dal 12 giugno al 30 settembre: tutti i giorni 10.30 – 20.00








