«L’emozione di un concerto al parco»

Luca Bogoni, di Suonica, parla del Festival che si terrà al Parco Pegaso

L’emozione di assistere ad un concerto dal vivo. Ma anche quella di organizzarlo. Sentimenti forti, quelli provati anche da Luca Bogoni, di Suonica, la realtà che ha organizzato il primo Jesolo Suonica Festival.

Luca, finalmente i concerti “dal vivo”: che emozione nell’organizzarli?

«Una grande emozione. Dopo una pausa forzata di più di un anno, da qualche settimana il mondo dei concerti e degli eventi si è risvegliato tutto in un colpo e nel quartier generale di Suonica il telefono ha cominciato a suonare senza sosta».

Che reazione hai avuto dagli artisti?

«Gli artisti, così come tecnici, addetti ai lavori e promoter, condividono tutti le medesime emozioni. Il settore dello spettacolo è stato tra quelli maggiormente colpiti dalla pandemia e sicuramente la voglia di ripartire è tanta, sempre ovviamente nel rispetto delle regole e del buonsenso. Per gli artisti esibirsi dal vivo è una condizione essenziale, non c’è streaming che tenga».

Perchè all’interno di un parco?

«Ci piaceva l’idea di poter organizzare un piccolo festival in un’area verde che godesse di ampi spazi e che trasmettesse una sensazione di serenità. La scelta è caduta sul Parco Pegaso. Stiamo parlando di un piccolo festival a “misura d’uomo”, con spettacoli a sedere e capienza massima di mille persone all’interno di un parco immenso, non di un maxi evento da decine di migliaia di persone».

Potrebbe essere una nuova tendenza questo tipo di location?

«Personalmente credo sia già una realtà. In molte località i grandi parchi cittadini sono da sempre una delle venue preferite per eventi e spettacoli e, sempre di più, le aree verdi sono luoghi frequentati e vissuti durante tutto l’anno per fare sport, passeggiare e, perché no, ascoltare musica bellissima al tramonto, che è, appunto, il claim del nostro festival. Il nostro obiettivo per i prossimi cinque anni è un piccolo festival di respiro internazionale rivolto ad un target specifico di appassionati. L’edizione di quest’anno sarà un banco di prova e siamo felici di avere avuto da subito il supporto dell’amministrazione comunale, del Consorzio JesoloVenice e di diversi imprenditori che hanno intravisto le potenzialità a lungo termine del progetto».

Quale la filosofia che ha mosso la scelta degli artisti?

«Quest’anno abbiamo privilegiato la cosiddetta scena nu-indie italiana che sta vivendo un momento di grazia assoluta. Per le prossime edizioni ci piacerebbe mantenere questo spirito, ma costruendo una proposta che possa essere appetibile anche per un pubblico straniero».

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