L’oste con il sorriso
Peter Rechl ha voluto raccontare la sua storia, fatta di 30 anni di attività a Jesolo, in un libro il cui ricavato andrà in beneficenza.
Peter è molto più di un imprenditore, è un amico. E la sua “Terrazza Bavarese” è molto di più di un locale, è un punto d’incontro, dove le persone diventano amici. Hans Peter Rechl un giorno di 30 anni fa ha deciso di fare della città delle sue vacanze, la sua seconda casa. Si è, così, trasferito, ed ha aperto una attività, la “Terrazza Bavarese”. Da quel giorno ne sono state scritte tante di pagine belle della sua storia. Che ora sono diventate un libro, “Un oste bavarese vuota il sacco – Le incredibili memorie di Peter Rechl”.

Peter, perché hai deciso di scrivere questo libro?
«Soprattutto perché volevo fare qualcosa per gli altri: il ricavato, infatti, andrà in beneficenza; all’associazione Just Friends Onlus qui a Jesolo e per una realtà che conosco in Bavaria, con i libri che riuscirò a vendere in Germania».
Un libro che hai presentato nel tuo locale, alla presenza di due sindaci, quello di Jesolo, Christofer De Zotti, e quello di San Donà, Alberto Teso, ma anche di tanti rappresentanti di associazioni di categoria e non solo.
«Ho voluto invitare degli amici, prima ancora che dei rappresentanti di enti e associazioni. La loro presenza, che mi ha riempito di gioia, ha reso questo incontro particolarmente significativo e ricco di emozioni. Non posso che ringraziare tutti per avere accolto il mio lavoro con interesse e sensibilità, contribuendo a creare una atmosfera di autentica partecipazione».

Cosa troviamo in questo libro?
«Tra le pagine scorrono storie di serate allungate oltre ogni previsione, di ospiti arrivati per caso e rimasti abbastanza a lungo da diventare parte di qualcosa di più grande. Tra la spina della birra, la terrazza e il leggendario “Tavolo della conoscenza” si compone il ritratto di un’opera di vita costruita non sulla scena, ma sull’incontro».
A proposito di incontro: all’interno della Terrazza Bavarese troviamo di tutto…
«È diventato una specie di museo, non a caso da me ribattezzato “Bavaria Louvre”. Tutto ciò che vedete è una storia di un cliente o di un amico che ci sono venuti a trovare».

A proposito delle band che si esibiscono da te: che belle storie…
«Sono principalmente amici (anche quest’anno avremo 24 band), persone che conosco da molti anni e che vengono a Jesolo per fare vacanza, ma anche per suonare, portando tanta allegria e tanto piacere di stare assieme».
Non rimane che andarlo a trovare, in via Verdi, al civico 17; qui è possibile acquistare il suo libro e aiutare a portare tanti altri sorrisi.








