Venezia: il sale, il caffè e il profumo… con Serena

Ci sono tre elementi che Venezia ha sempre avuto in abbondanza e a disposizione: sale, caffè e profumo! Il sale è ciò che spiega la ricchezza degli antichi veneziani; infatti, quando l’acqua potabile non veniva importata dalla terraferma, per avere acqua fresca si doveva raccogliere quella piovana che veniva pulita e filtrata attraverso un complesso sistema ingegneristico e attraverso i pozzi sparsi in giro per la città veniva distribuita ai cittadini. Venivano distribuiti cinque litri al giorno di acqua fresca a persona. Capite perché gli antichi veneziani inventarono il profumo? Cinque litri non erano di sicuro sufficienti per cucinare, bere e anche lavarsi. A proposito di profumo: esiste a Venezia il museo del profumo che ha sede a Palazzo Mocenigo e visitarlo è davvero un’esperienza unica. 

E con tutta l’acqua della laguna cosa si poteva fare? Beh estrarre il sale, che veniva chiamato l’oro bianco e veniva utilizzato come denaro (la parola salario deriva proprio da sale). Gli ex magazzini del sale (la banca di stato veneziana) sono oggi uno spazio espositivo molto interessante, dedicato ai lavori di Emilio Vedova e si trova vicino a Punta della Dogana: vi consiglio una visita.

E per quanto riguarda il caffè? Il Vaticano non voleva che la popolazione nel 1700 bevesse caffè perché veniva importato dalla Turchia (Paese musulmano) ma, essendo Venezia totalmente indipendente dalla Santa Sede, noncuranti di queste disposizioni i veneziani importarono per primi il caffè; lo vendevano in Piazza San Marco come “acqua calda sporca” e aprirono la prima caffetteria d’Italia, il Caffè Florian che è oggi la caffetteria più antica al mondo! Se non volete sedervi nel dehor, potete sempre prendere un caffè al banco e, per la modica cifra di 3 euro, potrete fare un autentico viaggio nel tempo!

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