Fiori di Laguna

L’ambiente lagunare è assai difficile per la vita delle piante. La presenza del sale (Cloruro di Sodio NaCl) nell’acqua e nei suoli e la compattezza asfittica di questi ultimi, sommate all’azione del vento e del moto ondoso, determinano una drastica selezione nelle formazioni vegetali lagunari. Sulle barene, le isole piatte che caratterizzano il paesaggio della Laguna, la flora è pertanto ridotta a poche specie di erbe e di cespugli, resistenti. Tra queste figurano l’endemica Salicornia veneta (Salicornia veneta), il Limonio comune (Limonium serotinum) e l’Enula bacicci (Limbarda crithmoides).

Più varia è invece la dotazione floristica degli argini, che essendo sopraelevati sull’acqua, possono ospitare piante diverse e più esigenti. Bellissime sono, in questo caso, le infiorescenze sferiche dell’Aglio odoroso (Allium suaveolens), ma anche quelle giallo luminoso dell’Enula bacicci (Inula viscosa), dell’Altea (Althaea officinalis) e della Reseda bianca (Reseda lutea). A ben vedere, dunque, anche il giardino naturale della Laguna ospita piante di speciale bellezza.

Il Limonio comune

Il Limonio comune (Limonium serotinum) è forse la pianta erbacea che più d’ogni altra conferisce ai paesaggi lagunari delle barene una nota inconfondibile. Le sue infiorescenze di colore viola, che si sviluppano fino ad un’altezza di circa quaranta centimetri dalla base fogliare, formano distese di straordinario impatto estetico.

La fioritura della specie avviene nei mesi di luglio e agosto e trasforma il verde omogeneo e spento delle barene in sorprendenti e pittoreschi giardini monocromatici. La raccolta di questi fiori, regolamentata dalla legge, è praticata da sempre, per la semplice ragione che il viola delle stesse infiorescenze si conserva lungamente anche dopo l’essiccazione.

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Naturalista-divulgatore, per circa cinquant’anni ha scritto saggi, guide, opuscoli, articoli, ha tenuto lezioni, conferenze, corsi di formazione e quant’altro ritenesse utile al conseguimento della sua aspirazione suprema: la “conversione del mondo” alla cultura naturalistica, ma anche alla difesa della biodiversità e della Bellezza che il sistema naturale, la sola vera divinità di questo pianeta, esprime.

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