Il popolo delle anatre

Nel vasto panorama della fauna lagunare gli anatidi occupano un posto di assoluto rilievo. Le specie che frequentano l’ambiente lagunare veneziano e le valli da pesca jesolane sono almeno una quindicina e la loro presenza e densità varia con le stagioni. La maggiore densità in assoluto si riscontra nei mesi invernali, quando dal nord Europa giungono le popolazioni che trascorreranno l’inverno in laguna. Nella stagione fredda, pertanto, i popoli del Moriglione (Aythya ferina), della Moretta (Aythya fuligula), del Fischione (Anas penelope), del Mestolone, (Anas clypeata), del Codone (Anas acuta)

e dell’Alzavola (Anas crecca) si mescolano con quelli stanziali del Germano reale (Anas platyrhynchos). Seconde per densità di anatidi sono le stagioni migratorie dell’autunno e della primavera, quando alle specie citate si aggiunge la Marzaiola (Anas querquedula), una piccola anatra che poi prosegue il viaggio verso l’Africa o verso i luoghi di nidificazione. Quello delle anatre, che cambiano piumaggio con le stagioni, è dunque un popolo multicolore, vivace e caratterizzato da intense relazioni sociali.

Il Codone

Tra le specie appartenenti alla Famiglia Anatidae, spicca per eleganza il Codone. Il nome scientifico Anas acuta, indica una delle caratteristiche del piumaggio nuziale del maschio, rappresentata dalla presenza di penne del dorso e caudali lunghe e appuntite. Il dimorfismo sessuale della specie è particolarmente evidente, con il maschio di colore grigio pallido, con capo e nuca bruni, collo e sottocoda bianchi. Il colore della femmina, bruno screziato di nero si giustifica con il mimetismo necessario alla difesa del nido dai predatori. Gli stormi del Codone, nelle valli jesolane, possono raggiungere e superare alcune migliaia di individui e la sua eleganza in volo è splendida.

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Naturalista-divulgatore, per circa cinquant’anni ha scritto saggi, guide, opuscoli, articoli, ha tenuto lezioni, conferenze, corsi di formazione e quant’altro ritenesse utile al conseguimento della sua aspirazione suprema: la “conversione del mondo” alla cultura naturalistica, ma anche alla difesa della biodiversità e della Bellezza che il sistema naturale, la sola vera divinità di questo pianeta, esprime.

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