Conoscere e rispettare
Facciamo il punto. Cos’è Jesolo? Se riprendiamo un vecchio, ma sempre attuale, slogan coniato dal Consorzio JesoloVenice, che si occupa di promozione turistica, “Jesolo è una e tante”. Un modo semplice, ma efficace, per riassumere una realtà che sa essere per famiglie come per giovani, per il relax come per il divertimento, per i grandi concerti come per le ineguagliabili attrazioni, per chi ama l’hotel e per chi preferisce il campeggio, per chi vuole stare al centro della movida e chi nel cuore della Pineta. Una e tante, per l’appunto.
Ok, ma nei numeri? Una cittadina che, durante il periodo autunno-invernale, ha 27mila residenti circa, mentre nel pieno della stagione estiva accogliere circa 1,5 milioni di persone (gli “arrivi”, che diventano 5,5 milioni di “presenze”). Una volta l’ente provinciale, poi, calcolò che a Jesolo arrivano, di fatto, altrettanti milioni di persone tra i pendolari della tintarella, gli amanti dei concerti e dei grandi eventi (che portano fino a mezzo milione di persone per lo Jesolo Air Show con le Frecce Tricolori), o i semplici appassionati dello struscio con gelato. A questo aggiungiamoci che, grazie alle manifestazioni organizzate tra ottobre e marzo, c’è comunque un aumento di arrivi che ne stanno facendo una città vissuta, di fatto, tutto l’anno.
Da 27mila a 1,5 milioni (più altrettanti di “pendolari”), per 5,5 milioni di presenze.
Da cittadina, a metropoli in un niente.
Questo significa che devono essere incrementati i servizi, le attenzioni, le prestazioni.
Ed il personale.
Quello delle forze dell’ordine: i dipendenti stanziali, di certo non possono essere sufficienti durante un periodo, come quello estivo, quando la popolazione aumenta in modo esponenziale; è una questione logica, praticamente matematica, a prescindere dai reati commessi (e ricordando che, ad esempio, il Commissariato di Polizia e la Guardia Costiera, non hanno “solo” Jesolo come competenza).
Quello del servizio sanitario: quando l’azienda Ulss4 parla di progetto “Vacanze Sicure”, non lo fa per lanciarsi in slogan; dentro ci sono rinforzi in tutti i punti di primo intervento di tutta la costa, ambulatori turistici, persino interpreti. E questo a prescindere dal numero di persone che possono stare poco bene.
Quelli di ogni singola necessità quotidiana. Per questo il G20 Spiagge, con la presidente Roberta Nesto, sindaca di Cavallino-Treporti, da tempo sta portando avanti il progetto di riconoscimento dello status di “Città Marina”, per quelle realtà turistiche, come appunto Jesolo e la stessa Cavallino, che passano da cittadina a metropoli. Più risorse, più servizi, più qualità, meno problemi.
Quelli che qualcuno sta cercando di ingigantire, per il solo gusto di denigrare.
Magari sfruttando il buon nome (e il blasone) di queste realtà, per qualche consenso o qualche like in più.
E adesso, vediamo chi vuole veramente bene a Jesolo.








