Una medaglia di cartone

Mentre pensavo all’argomento per riprendere questo mio colloquio con i lettori di ViviJesolo si è fatta strada un ricordo.

Ve lo racconto. Agosto 1963. Avevo 19 anni. Campo-scuola a San Vito di Cadore con una decina di ragazzi sui 15 anni della mia parrocchia di Jesolo centro. Un giorno si decide di andare al rifugio Cantore, incastonato tra le Tofane. A Cortina in pullman, poi a piedi al rifugio Di Bona, a 2000 mt. di altitudine. Da qui si vede la serpentina inerpicata sul ghiaione e tutta esposta al sole che porta alla forcella Fontananegra a 2560 mt. Lì, ci avevano detto, c’è il rifugio. Tempo previsto 1h30m. Ci si incammina alle 11. Il sole picchia duro. Claudio, che ci precedeva, giunto in forcella ci urla: il rifugio non c’è. Ma non possiamo aver sbagliato strada.

Forse il rifugio è ancora lontano. Ma quanto? Sfiniti, ci guardiano negli occhi. Torniamo indietro? Claudio ci sfida: “Tutta ‘sta fatica e molliamo proprio adesso?”. Colpiti nell’orgoglio, stringiamo i denti e si va avanti. Una manciata di minuti e il solito Claudio ci urla: il rifugio! Il Cantore è lì. Era solo un po’ nascosto. A cena, Claudio ci fa un regalo: una medaglia. “È solo di cartone – aggiunge – ma vale l’oro del mondo”. Avete capito dove voglio andare a parare. Non aggiungo nulla per non rovinare tutto. Quello che vi ho raccontato sia anche il mio augurio di Buona Pasqua.

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Assessore poi vice sindaco per una decina d’anni, occupandosi di varie materie,tra cui cultura, turismo ed urbanistica. è stato fondatore e direttore de “La Voce di Jesolo”.

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