Le candele: creano l’atmosfera e profumano l’ambiente

Oggi parleremo di un oggetto senza il quale una volta era impossibile cenare e che oggi mettiamo nuovamente sopra le nostre tavole solamente per creare atmosfera: le candele.

Le prime candele furono fatte dai romani nel 500 ac. Le candele erano comuni in tutta Europa nel Medioevo. I fabbricanti (noti come candelai) realizzavano le candele dai grassi avanzati in cucina e le vendevano nei loro negozi. Nei paesi di lingua inglese il mestiere del candelaio è attestato anche dal nome più pittoresco di smeremongere (“venditore di grasso”). Il sego, il grasso proveniente dalle mucche o dalle pecore, diventò il materiale tipo usato per le candele in Europa. L’odore sgradevole delle candele di sego è dovuto alla glicerina che contengono. Era così sgradevole che era bandito con ordinanza in parecchie città europee. Si scoprì poi che la cera d’api era un’eccellente sostanza per la produzione di candele senza l’inconveniente dell’odore sgradevole, ma il suo uso rimase limitato ai ricchi, alle chiese e agli eventi reali, a causa del suo costo elevato.

Verso il 1800, fu scoperta un’alternativa più economica: l’olio di colza, derivato dalla colza, e un olio simile derivato dalla rapa (Brassica rapa), davano candele che producevano fiamme chiare, senza fumo. La produzione di candele divenne un mercato di massa industrializzato nella metà del XIX secolo. Nel 1834, Joseph Morgan, un peltraio di Manchester, Inghilterra, brevettò una macchina che rivoluzionò la fabbricazione delle candele. In questo periodo, i fabbricanti di candele cominciarono anche a confezionare stoppini da fi li di cotone strettamente intrecciati (piuttosto che semplicemente ritorti). Questa tecnica fa arricciare gli stoppini mentre bruciano, mantenendo l’altezza dello stoppino e perciò la fiamma. Nella metà degli anni 1850, James Young riuscì a distillare la paraffina dal carbone e dagli scisti bituminosi presso Bathgate nel Lothian Occidentale e sviluppò un metodo di produzione commercialmente praticabile.

La paraffina poteva essere usata per fare candele poco costose di alta qualità. È una cera bianco-bluastra, bruciava nettamente e non lasciava odori sgradevoli, diversamente dalle candele di sego. Un inconveniente della sostanza era che le prime paraffi ne derivate dal carbone e dal petrolio avevano un punto di fusione molto basso. L’introduzione della stearina, scoperta da Michel Eugène Chevreul, risolse questo problema. Le candele oggi vengono utilizzate per abbellire, profumare e “illuminare le nostre case.

Poche persone si chiedono cosa respirano durante la loro combustione e l’unico posto dove vengono prodotte e vengono indicate le loro mescole è l’Europa. Dopo avere appreso tutto questo, io ho deciso di produrre le mie. Candele dove, dalle mescole al profumo, è tutto certo, dichiarato e naturale. Gli ho dato il nome dei nostri territori. Campagne venete: dalle note verdi. Damasco veneziano: dalle note vanigliate. Incenso del doge: dalle note incensate. Sabbia di Jesolo: dalle note fresche estive. Da anni le vendiamo e, anno dopo anno, conquistano sempre più clienti, che ne apprezzano, oltre al profumo, tutta la loro naturalezza.

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Progettista e compositore floreale, ha appreso questa professione attraverso l’attività di famiglia e molti studi in questo ambito. Propone realizzazioni romantiche, razionali, sensibili. Flowerdesigner nella storica fioreriaroma Jesolo, tutor nella trasmissione Detto Fatto su Rai2

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