I benefici della gentilezza

Al giorno d’oggi sembra che la gentilezza sia in pericolo di estinzione. Si dà meno importanza ai gesti gentili degli altri, cosa che rende più inclini a sviluppare ansia, depressione e pessimismo. Persino in famiglia a volte si perdono questi gesti affettuosi, a causa del rapporto quotidiano e dell’eccessiva confidenza. La gentilezza è un linguaggio universale e la cosa straordinaria è che può essere compresa da tutti perché non ha bisogno di parole e di spiegazioni. Esistono diverse prove scientifiche a supporto del fatto che la gentilezza produce importanti benefici sia per chi la mette in atto sia per chi la riceve. Attenzione, però, a non confondere la gentilezza con il “diventare degli zerbini” o “essere falsamente cortesi”.

Essere gentili significa praticare la pazienza, l’onestà, il senso di appartenenza, l’attenzione, la gratitudine, la capacità di perdonare. Scegliamo di essere gentili perché questo è il modo in cui vogliamo vivere la nostra vita, non perché saremo ricompensati in qualche maniera. Quanto più pratichiamo la gentilezza, anche con persone che non la meritano, soprattutto con persone che non la meritano, tanto più realizziamo che essere gentili con gli altri è anche essere gentili con noi stessi. In fondo è facile essere amorevoli con chi ci vuole bene. La vera sfida è provare ad esserlo con chi notiamo essere più distante da noi, e a volte la persona più distante da noi siamo proprio noi stessi. Siamo una specie che ha bisogno gli uni degli altri per sopravvivere e portiamo in noi un’impronta biologica di questo fattore.

L’altruismo e la cooperazione sono stati decisivi affinché l’essere umano si evolvesse. La gentilezza è un atteggiamento estremamente elaborato. Implica autocontrollo, sicurezza, empatia, stima degli altri e consapevolezza della relazione fra l’individuo e il gruppo. È anche un’enorme forza in materia di rapporti sociali. Si ottiene molto di più essendo gentili che con indolenza o bruschezza. Una persona gentile possiede un’intelligenza emotiva ben sviluppata, caratteristica che si contagia.

Chi è gentile genera gentilezza e una buona disposizione in chi gli sta intorno.

Questo è un ottimo modo per prevenire i conflitti o impedire che si inaspriscano. La gentilezza può davvero cambiare noi stessi e gli altri. Forse, oggi, è arrivato il momento di recuperare il valore della gentilezza, alziamo lo sguardo dallo schermo dei nostri smartphone per guardarci negli occhi gli uni con gli altri, lì dove si nascondono le vere notifiche, quelle che arrivano dall’anima e dal cuore. Iniziamo a corrucciare meno lo sguardo, a rallentare la nostra fretta e a goderci la vita a piccoli sorsi mentre regaliamo sorrisi e dedichiamo più tempo alle persone che amiamo. Perché dopotutto essere gentili non costa nulla e fa stare davvero bene.

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È una psicologa clinica, psicoterapeuta sistemico – relazionale, mediatore familiare e terapeuta E.M.D.R. Svolge la libera professione presso il poliambulatorio POLIMEDICA, oltre all’attività di consulenza e terapia rivolta al singolo, coppia e famiglia, si occupa di formazione in collaborazione con Enti pubblici e privati. Si occupa anche di supervisione e coordinamento di strutture per l’infanzia 0-6 anni. Per scrivere a Petra Visentin: petravisentin@gmail.com

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