Il valore del silenzio

In un mondo frenetico come quello in cui viviamo parlare del silenzio può sembrare quasi anacronistico. Siamo sempre più influenzati da una comunicazione in cui trionfa la voce entusiasta, quella che grida e non lascia pause. Siamo così abituati al rumore che non ricordiamo neppure come e cosa sia il silenzio. Tuttavia, non c’è cosa più rumorosa del silenzio. È una forma di comunicazione potente seppur priva della parola. Di fatto, esso comunica sempre qualcosa, solo che è necessario avere la capacità di decodificarlo. Invece, molto spesso, ci imbarazza, crea ansia, preoccupa. Pertanto, ci sentiamo in obbligo di riempierlo, alle volte con discorsi banali oppure facendo rumore in varie modalità.

Il silenzio può avere diversi significati: può essere utilizzato per rilassarsi oppure può essere la conseguenza di una nostra incapacità a rispondere o può diventare un’arma nei rapporti con gli altri. Dicono che il silenzio sia l’arte che alimenta la saggezza, quindi, a volte non c’è altra scelta che usarla per rispondere correttamente, per evitare conversazioni e azioni inutili. Fare un respiro profondo e tacere in determinati momenti è l’opzione migliore. Forse quello che diremo dopo quella pausa è la soluzione al problema o la strategia per recuperare la nostra relazione.

A seconda di come viene utilizzata, la nostra comunicazione può aiutarci a superare le situazioni, ad evolvere oppure ci ferma, bloccando la nostra visione. Dunque, il silenzio è un prezioso strumento che possiamo utilizzare: è la possibilità di avere qualcosa da esprimere, ma scegliere di non farlo per attribuire un giusto valore alle parole a volte logore e superficiali, inflazionate da un loro utilizzo poco autentico. 

Allora meglio star zitti, darsi il tempo e lo spazio interiore di elaborare i propri vissuti e trasformarli, provare ad ascoltare in modo nuovo se stessi e gli altri. Meglio non dire nulla, se non dopo essersi chiesti se il proprio contributo è davvero in qualche modo utile o se, piuttosto, non serve solo a dar fiato alle trombe, a soddisfare un ego personale che ha bisogno di visibilità e di sentirsi importante. 

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È una psicologa clinica, psicoterapeuta sistemico – relazionale, mediatore familiare e terapeuta E.M.D.R. Svolge la libera professione presso il poliambulatorio POLIMEDICA, oltre all’attività di consulenza e terapia rivolta al singolo, coppia e famiglia, si occupa di formazione in collaborazione con Enti pubblici e privati. Si occupa anche di supervisione e coordinamento di strutture per l’infanzia 0-6 anni. Per scrivere a Petra Visentin: petravisentin@gmail.com

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