Alberi in fiore

Nell’immaginario popolare, quando si pensa ai fiori, si immagina un prato e dunque una distesa d’erbe cosparsa di corolle. In realtà, tutte le piante, con la sola eccezione di alghe, felci e muschi, fioriscono e le stesse fioriture interessano pertanto erbe, arbusti e alberi. Maggio, inoltre, è proprio il mese centrale della primavera; quello in cui la stagione dei fiori raggiunge il suo culmine ed esprime le manifestazioni di maggiore interesse estetico. E maggio è il mese in cui fioriscono gli alberi.

La loro fioritura, che comincia precocemente, nei primi giorni di aprile, con la candida e festosa fioritura dei pruni, prosegue poi con quella dei ciliegi, dei salici e dei pioppi. Tra il termine di aprile e lo stesso mese di maggio si osserva poi la fioritura color ciclamino degli alberi di Giuda, seguita da quella, ancora di colore bianco, della Robinia e dell’Ippocastano. Poi, via via, saranno il Liriodendro e la grande Magnolia sempreverde e ancora la Pawlownia dai fiori azzurri ad abbellire parchi e giardini, mentre la Sofora del Giappone fiorirà soltanto a luglio.

Il Pruno domestico

Piccolo albero o grande arbusto introdotto da epoche storiche antiche dall’area balcanica e asiatica occidentale, il Susino o Pruno domestico (Prunus domestica) è molto apprezzato per la squisita dolcezza dei frutti, che la selezione antropica ha fissato in varietà molteplici per forma e dimensioni. E’ tuttavia la fioritura, che si verifica tra marzo e aprile, a conferire al paesaggio della campagna jesolana una nota di festosa luminosità.

Il piccolo albero, infatti, si riempie letteralmente di piccole corolle candide e sembra simboleggiare il risorgere della vita vegetale dopo la quiescenza invernale. Inselvatichito, il Susino si rinviene anche ai margini delle pinete insediate sul litorale e nelle siepi spontanee della stessa campagna.

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Naturalista-divulgatore, per circa cinquant’anni ha scritto saggi, guide, opuscoli, articoli, ha tenuto lezioni, conferenze, corsi di formazione e quant’altro ritenesse utile al conseguimento della sua aspirazione suprema: la “conversione del mondo” alla cultura naturalistica, ma anche alla difesa della biodiversità e della Bellezza che il sistema naturale, la sola vera divinità di questo pianeta, esprime.

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