Fiori di campo

E’ convinzione diffusa che i fiori selvatici, quelli che vegetano nella campagna, negli incolti o ai bordi delle strade, rappresentino una realtà floreale di scarso interesse.

Eppure, prestando attenzione e dunque osservando le fioriture che accompagnano le passeggiata in campagna, non si potrà che rimanere stupiti al cospetto di tanta, semplice, elegante e colorata bellezza. Ad aprile fioriscono la Viola mammola (Viola odorata), mentre a maggio e giugno è il Papavero (Papaver rhoeas) a decorare i bordi delle strade, formando talvolta bellissime bordure di rossi vessilli. Poi sono il rosa della Malva selvatica (Malva sylvestris) e il giallo luminoso della Borracina acre (Sedum acre), a farsi notare.

Nel contempo si potranno osservare la Saponaria (Saponaria officinalis) e, a luglio, la splendida Cicoria (Cychorium intybus), che colora d’azzurro gli incolti. Infine, a settembre inoltrato, è il Topinambur (Helianthus tuberosus), a illuminare di giallo gli incolti. Così, dunque, senza chiedere cure assidue e frequenti annaffiature, i fiori di campo esprimono tutta la loro bellezza.

La Malva selvatica

Il nome scientifico è Malva Sylvestris. Si tratta di una pianta erbacea perenne, rustica e frugale, ma di particolare pregio estetico, oltre che pianta officinale. Il suo areale di distribuzione è vastissimo e comprende l’Europa e l’Asia temperate. I principi attivi, presenti nei fiori e nelle foglie, ne consentono sia un uso alimentare, che un uso farmaceutico.

Le sue mucillagini possiedono proprietà antiinfiammatorie ed emollienti, oltre che lassative. Inoltre i fiori, con abbondante polline e nettare, sono graditi alle api. In altre parole, un autentico dono della Natura, che troppo spesso, per ignoranza, l’uomo non è in grado di apprezzare.

Michele Zanetti

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Naturalista-divulgatore, per circa cinquant’anni ha scritto saggi, guide, opuscoli, articoli, ha tenuto lezioni, conferenze, corsi di formazione e quant’altro ritenesse utile al conseguimento della sua aspirazione suprema: la “conversione del mondo” alla cultura naturalistica, ma anche alla difesa della biodiversità e della Bellezza che il sistema naturale, la sola vera divinità di questo pianeta, esprime.

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