Inverno nella Laguna nord

Stagione magica l’inverno lagunare. Stagione viva e vivace, che esprime paesaggi e scenari faunistici di stupefacente bellezza e di intensa vitalità.

Partiti i migratori verso le paludi africane, nel corso dell’autunno, sono giunti nel frattempo gli stormi delle specie di uccelli nord e centro europei. Migliaia e talvolta decine di migliaia di alzavole, di fischioni, di codoni, di moriglioni e di morette si affollano negli stagni riparati delle valli da pesca, sfruttandone le risorse alimentari. I loro voli , con quelli dei piovanelli pancianera e di altri piccoli trampolieri, decorano scenari di grandiosa bellezza, con le Prealpi Venete, le Alpi Carniche e le Alpi Giulie che si stagliano, candide, all’orizzonte.

Un fascino del tutto particolare si coglie, inoltre, nelle giornate difficili dell’inverno. Nelle atmosfere dei giorni di nebbia, quando gli orizzonti vengono inghiottiti da veli grigio-azzurri e nei giorni di Bora, quando gli specchi d’acqua si colorano di blu intenso.

Il cormorano

La Bellezza è facile da cogliersi in qualsiasi espressione dell’ambiente naturale. In particolare se si coniuga l’aspetto di un organismo con la sua funzionalità ecologica. Così è anche per il cormorano (Phalacrocorax carbo), che pur presentando un aspetto di apparente, scarso pregio estetico, se osservato in attività di pesca sociale, rivela una straordinaria agilità ed efficienza, unita alla coralità della stessa azione di pesca.

Senza contare che i suoi occhi, color turchese, sono tra i più belli tra quelli degli uccelli lagunari. Questo formidabile pescatore di pesci di piccola taglia si è ormai stanziato stabilmente in laguna, dove nidifica in colonia. Durante l’inverno, tuttavia, non è raro osservarne gli stormi diretti alla pesca in ambiente marino o fluviale.

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Naturalista-divulgatore, per circa cinquant’anni ha scritto saggi, guide, opuscoli, articoli, ha tenuto lezioni, conferenze, corsi di formazione e quant’altro ritenesse utile al conseguimento della sua aspirazione suprema: la “conversione del mondo” alla cultura naturalistica, ma anche alla difesa della biodiversità e della Bellezza che il sistema naturale, la sola vera divinità di questo pianeta, esprime.

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