La poesia consiste nel far entrare il mare in un bicchiere

… Appunto, un bicchiere!

Se chiedete ad un Barman le due cose più importanti, oltre alla conoscenza dei prodotti, quali sono per avere un buon servizio di bar, vi dirà: “il ghiaccio e i bicchieri”. Non i contenitori in metallo delle conserve riutilizzati, non le tazze per essere al momento cool, non i pseudo oggetti in vetro dove per bere devi fare un corso di ginnastica artistica, ma i bicchieri, quelli belli, quelli che costano tanti soldi perché sono in cristallo, che ti dà soddisfazione quando ci bevi un drink. Piccolo esempio. Entrate in un bar qualsiasi e domandate un caffè: puntualmente ve lo servono (anche molto buono) in tazze spesse 1/2 centimetro che, se anche le fai cadere per terra, non si rompono da quanto sono spesse e grosse. Lo stesso caffè (anche molto buono) servitelo in una tazza di ceramica fine… quel caffè vi cambierà la giornata. Purtroppo tutto diventa abitudine, tazze spesse, brioche surgelate, latte a lunga conservazione. Ma questo riguarda il mondo della mattina.

Il cocktail bar non si può permettere di servire il drink in un bicchiere grossolano. E’ un piacere per la bocca e per la mano, il bicchiere devi sentirlo, devi percepirlo come fosse un allungamento del braccio e, quando lo porti alla bocca, non deve essere invadente, lo spazio deve essere del drink non del vetro. Se tornassimo indietro di qualche anno e avessimo la fortuna, piacere, gioia di entrare in un bar di questo o quel albergo (molti di loro ancora oggi) famosi per il jet-set e ci sedessimo al banco, scopriremmo che i clienti-guest hanno in mano quasi sempre gli stessi bicchieri. Coppetta Martini per il cocktail classico, a giusta misura, non enormi come ora. Tumbler alto per i drink allungati, ma di misura non esagerata. Old Fashioned per I drink con ghiaccio e distillati vari. Quando ordinavi un Armagnac o un Cocnac uscivano i famosi Napoleon e anche lì mai esagerati. Poi, improvvisamente, tutto è diventato più ampio, grande.

Quasi fosse il bicchiere a fare il Barman: più grande sono, più buoni sono i miei drink e più fi go sono io… flûte alti 40 centimetri che non ci stanno in lavastoviglie e, quando il ragazzo di turno li serve con una bottiglia, si semina il panico tra i clienti che percepiscono l’imminente pericolo d’impatto! Bicchieri da vino bianco o rosso enormi dove ci puoi mettere dentro anche i pesci rossi a nuotare. C’è un bellissimo museo nell’isola di Murano dove si può vedere, ammirare, la storia del vetro attraverso i secoli e, con la storia, vedere l’evoluzione del vetro nell’arte muranese vecchia più di mille anni. Si possono ammirare i bicchieri come si sono evoluti nel tempo e, se ci fosse un po’ di tempo, si potrebbe andare a vedere l’esposizione permanente di Carlo Moretti dove si possono vedere i bicchieri moderni più belli al mondo. Anni fa, non molti, ero all’hotel Gritti Palace e, con i collaboratori, si decise di vendere il bicchiere con il cocktail;

creammo una lista di cocktail con abbinato un bicchiere “famoso”. Il primo anno fu una collaborazione con la famosissima vetreria Cenedese, anche perché quel genere di bicchiere ha un prezzo importante, e ci stupimmo del numero di bicchieri- cocktail che vendemmo. Tanto da ripeterlo con i bicchieri di Carlo Moretti l’anno successivo e fu un altrettanto successo. Ovviamente avevo di fronte una tipologia di cliente che si poteva tranquillamente permettere l’acquisto del bicchiere per quanto importante fosse, ma avrebbe potuto farlo tranquillamente anche fuori dall’hotel… ne percepivano la bellezza (sì uso questo termine); bellezza che correva tra il bicchiere e il drink. Era un perfetto, mi verrebbe da dire, connubio ma mi piace di più cocktail tra due bellezze, la bellezza estetica e la bellezza sensoriale.

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è uno dei barman più esperti e noti d’Italia. Fiduciario Aibes Veneto e Trentino Alto Adige, si dedica con grande passione alla formazione dei giovani.

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